Varie, 12 ottobre 2011
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Tebow Tim
• (Timothy Richard) Makati City (Filippine) 14 agosto 1987. Giocatore di football americano. Quarterback. Dei Denver Broncos. Già star all’università con i Florida Gators, vinse due BCS National Championship (2007, 2009) e l’Heisman Trophy 2007 • «[...] Mamma Pam figlia di un pastore evangelico, incinta del quinto figlio, era missionaria nelle Filippine quando si ammalò gravemente. Ameba, dissenteria, farmaci, coma, distacco placentare. I medici le consigliarono caldamente un aborto terapeutico. “C’era il rischio che mio figlio nascesse handicappato [...] ma ho rispettato il suo diritto a vivere ed eccolo qui [...] Avevo chiesto al Signore di darmi come figlio un predicatore, invece mi ritrovo in casa un campione di football” [...]» (Rachele Gonnell, “l’Unità” 30/1/2010) • «Se il quarterback che sta nella squadra avversaria è il più forte in circolazione, il problema è grosso; ma se il quarterback da placcare porta sotto gli occhi il riferimento al capitolo 16 di Giovanni, versetto 33, il problema non si può risolvere: “Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo”. Con una certezza del genere, non c’è placcaggio che tenga. In quelle scritte bianche su fondo nero è condensato tutto lo spirito di Tim Tebow [...] Piazzarsi in faccia una volta la lettera agli Ebrei (“Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù”) e un’altra quella agli Efesini (“Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio”) non è garanzia di alcunché [...] ma il caso di Tim Tebow è diverso. E in quel metro e novantatré per centosei chilogrammi non c’è nemmeno il tic culturale di mostrare ossessivamente i muscoli dello spirito. Non è una baccante di Gesù né un falangista della fede. È un cristiano evangelico, figlio di missionari che hanno fatto della compassione per l’altro il marchio indelebile di una fede sperimentata nella pubblica arena. Una famiglia più sorrisi che cartelli, più azione che mistica [...] All’epoca del suo concepimento, la famiglia era in missione nelle Filippine, una delle tante opere di carità cui i coniugi Tebow, originari della Florida, si sono dedicati in 37 anni di matrimonio. Un’intossicazione causata dal cibo rischiava di trasmettere al figlio una grave malattia tropicale, forse di compromettere addirittura la gravidanza. La soluzione più ovvia per i medici che l’hanno presa in cura si chiamava aborto. Ma Pam [...] ha detto semplicemente di no. E ha avuto Tim, ragazzo sorridente con i capelli a spazzola che al terzo anno di università fa venti touchdown correndo e passando nella stessa azione. Quello che ha la media del 28 all’Università della Florida. Lo stesso che ogni estate va nelle Filippine a prestare le braccia toniche a scopi nobili, come accudire gli orfani, portare conforto alla comunità cristiana, dare il proprio tempo per qualcosa di grande. Proprio quello che alla conferenza stampa della South East Conference ha detto che sì, lui si sta “conservando per il matrimonio”. Tutti i giornalisti si sono messi a ridere e anche lui rideva, ma la natura delle due risate era diversa. Certo, gli accenti retorici della faccenda non sfuggono a nessuno [...]» (“Il Foglio” 5/2/2010).