Claudio Plazzotta, Italia Oggi 11/10/2011, 11 ottobre 2011
LA GABANELLI IN ONDA SU CORRIERE TV
Milena Gabanelli e la squadra giornalistica di Report diventano anche una risorsa di Corriere tv, la web tv del Corriere della Sera. Accordo, per il momento, di tre mesi, da ieri fino al 31 dicembre 2011, con un compenso fisso e l’obbligo di pubblicare un minimo di 16 servizi o inchieste nello spazio Reportime, all’interno del sito del quotidiano di via Solferino. Report andrà regolarmente in onda pure su Raitre a partire dal 23 ottobre. Ma, in base al contratto di Gabanelli con la Rai, l’esclusiva vale per la televisione, non per il web. In questo modo, perciò, chi remava contro il programma di inchieste, e sperava di espellerlo dal sistema televisivo, si ritrova non solo la consueta trasmissione tv, ma pure una nuova versione di Report sul più autorevole quotidiano italiano.
Domanda. Signora Gabanelli, come mai ha pensato a una web tv per Report?
Risposta. Beh, questa estate noi siamo rimasti a bagnomaria per qualche mese. Non sapevamo se saremmo partiti su Raitre, l’azienda doveva decidere se darci o meno la tutele legale. E allora abbiamo pensato a un futuro indipendente, costruendo una pagina web.
D. Ma intende fare l’imprenditrice editoriale?
R. No. Volevo stare al passo coi tempi mettendo a punto un prodotto che potesse interessare ad altri editori. E, infatti, abbiamo avuto ricevuto proposte da varie testate interessate a collaborare con noi. Abbiamo scelto Rcs. Ci piace lavorare per un gruppo che non la pensa come noi. È una collaborazione temporanea, fino al 31 dicembre, poi si vedrà.
D. Perché Rcs non la pensa come voi? E c’è un gruppo editoriale che invece la pensa come voi?
R. Beh, è noto che la compagine azionaria di Rcs sia formata da soggetti che sono stati molti criticati da Report. Rcs, per intenderci, non è Il Fatto quotidiano. Però a noi interessa dialogare con tutti. Mi piace, per esempio, spiegare cosa significa federalismo, tema della prima puntata di Report, al popolo della Lega. Mi sta stretta la collocazione di una che lavora a Raitre, e quindi è di sinistra, e ogni cosa che dice contro il governo va bene a prescindere. No, a me interessa dialogare con chi ha un punto di vista diverso dal mio. Odio essere etichettata ideologicamente, non mi piace che quello che facciamo venga letto solo ideologicamente.
D. E cosa racconterete su Reportime della Corriere tv?
R. Il programma Report va in onda solo 20 ore all’anno, cento minuti a puntata. Noi, quindi, abbiamo un archivio di 14 anni, interviste mai andate in onda che, anni dopo, possono diventare interessanti. Inoltre, faremo inchieste originali, realizzate ad hoc per il web, e quindi contenendo i costi. Ci saranno, poi, le anticipazioni di ogni puntata di Report. Infine, le videochat con la squadra di Report (ovvero la Gabanelli, Bernardo Iovene, Sabrina Giannini, Paolo Mondani, Giovanna Boursier, Alberto Nerazzini, ndr).
D. Come hanno preso questa cosa alla Rai?
R. Io ho una esclusiva Rai con deroga per il web. Non sono una dipendente Rai, né io né nessuno della mia squadra. E i contenuti che pubblicheremo sul sito del Corriere sono contenuti di cui la Rai non ha i diritti.
D. Avrà la tutela legale dal Corriere della Sera?
R. Certo, come tutti i giornalisti. Con la Rai l’oggetto del contendere era proprio questo: avere la tutela, o non averla. Non abbiamo chiesto trattamenti privilegiati. La Rai può rivalersi contro di me solo per malafede o colpa grave. Lo stesso il Corriere.
D. Quando non sapeva del suo futuro in Rai, si è incontrata con Michele Santoro, questa estate?
R. Sì, ci siamo visti, abbiamo parlato ma senza definire nulla. Io, comunque, difenderò Santoro sempre e comunque. E mi scoccia che tutto venga sempre letto politicamente.