La Stampa, 12/10/2011, 12 ottobre 2011
Berlusconi battuto alla Camera sulla legge di Bilancio (voto alla Camera sul Rendiconto generale dello Stato, 11/10/2011) Roberto Giachetti è il deputato Pd che ha portato a casa la vittoria di ieri bluffando fino all’ultimo, per far credere alla maggioranza che i numeri dell’opposizione fossero più bassi
Berlusconi battuto alla Camera sulla legge di Bilancio (voto alla Camera sul Rendiconto generale dello Stato, 11/10/2011) Roberto Giachetti è il deputato Pd che ha portato a casa la vittoria di ieri bluffando fino all’ultimo, per far credere alla maggioranza che i numeri dell’opposizione fossero più bassi. Com’è il metodo Giachetti? «Puntando tutto sulla seconda votazione, ho chiesto a tre di noi di rimanere nascosti durante la prima. Poi, tra un voto e l’altro, ho preso la parola chiedendo alla presidenza la conferma di avere un’ora per il dibattito. Così gli altri hanno cominciato a uscire dall’Aula, convinti di avere un’ora di tempo prima del voto». Invece non avete parlato per un’ora, è stato aperto il voto e di colpo sono comparsi tre in più… «Quando sei in minoranza devi usare altre armi che non siano la forza dei numeri, a volte rischiare. Queste astuzie le inventiamo io e il collega Quartiani, studiando nei dettagli il regolamento: per poterle realizzare ci vuole un gruppo compatto, che segue le indicazioni, e qualche kamikaze, come ieri Boccia, Rosato e Tocci che si sono prestati al gioco. Purtroppo non sempre funziona: ci avevamo provato anche sul processo breve, ma lì non è andata». Bersani e Franceschini cosa ne pensano? «Bersani si fida ciecamente. Franceschini è la persona più ansiosa del mondo per cui a volte si spaventa. Talvolta ci ha anche detto di no, ma se accetta poi ci copre sempre». [F. SCH.] Precedenti: «Quello di Giovanni Goria dell’88 e quello di Andreotti che, pur essendo solo alla seconda prova da presidente del Consiglio, nel ’73 non aspettò nemmeno che il tabellone di Montecitorio finisse la conta, e si mise subito in marcia per rassegnare il mandato al Colle.» (Ibid) «Tra l’altro, la sorte ha voluto che il Presidente abbia appena reso omaggio a Dogliani a Luigi Einaudi, l’augusto predecessore che tenne in mano la penna con cui fu scritto l’articolo 81 della Costituzione, che tratta proprio della legge di bilancio. Un punto così cruciale nell’architettura dello Stato che nell’estate del 1953, quando non si riusciva a varare il bilancio perché non si riusciva a formare un governo, Einaudi senza neanche seguire la prassi oggi istituzionalizzata delle consultazioni - varò il primo governo di transizione della storia della Repubblica. Il governo Pella, definito da Napolitano come «un esempio storico». Ma nessuno si aspettava che, con un Bossi e un Tremonti ciondolanti in Transatlantico, mancasse per un solo voto la fiducia al bilancio consuntivo dello Stato. Non se lo aspettava nemmeno la folla che si è stretta attorno Napolitano, » (Rampino)