LAURA KISS , la Repubblica Affari&finanza10/10/2011, 10 ottobre 2011
NEL TELEFONINO C’È UN PORTAFOGLIO LA FASE 2 DEL "MOBILECOMMERCE"
Uno scenario di crescita verticale quello del mobile commerce, che negli ultimi mesi ha contribuito alla lievitazione nel fatturato di molte aziende. Basti pensare a eBay, che nel 2010 ha aumentato del 30% i clienti del suo mcommerce arrivando a fatturare 2 miliardi di dollari. E il risultato non è stato conseguito solo negli Stati Uniti ma per oltre la metà in molti altri Paesi. Non va male neppure a Groupon, l’azienda che vende online coupon con sconti per i più disparati servizi: con un accordo di mcommerce con un’azienda di Amsterdam e con una sola offerta, in un solo giorno si è portata a casa il 35% del volume di vendite di un anno. Quanto a Marks & Spencer, dal lancio del servizio di mcommerce nel maggio del 2010 fino a ottobre si sono registrati 1,2 milioni di accessi di utenti unici e 13.000 ordini.
Questi risultati emergono dalla ricerca commerce di Booz&Co "Mcommerce Comes of Age: Collaborate to Succeed", nella quale si legge che sul mercato dell’mcommerce c’è ancora molto da conquistare per le aziende. Purché sappiano stringere, ad ogni livello, le giuste alleanze. Un gigante come Google ci sta già provando, con un accordo negli Usa con VisaMastercard che consente agli utenti di utilizzare i servizi delle carte di credito in modo semplificato per fare acquisti dal cellulare. Molte aziende puntano sui "portafogli mobili" (mwallet), ossia funzionalità che consentono di effettuare pagamenti direttamente dallo smartphone, accedere a offerte scontate e programmi di fidelizzazione. In Gran Bretagna, i tre operatori mobili leader Vodafone, O2 e Everything Everywhere si sono alleati in una joint venture per lanciare una Sim card con chip Nfc (Near Field Communication) che permette ai clienti mobili di fare shopping online in modo sicuro attivando una semplice App oppure di fare pagamenti contactless, cioè semplicemente "mostrando" il cellulare a una cassa appositamente attrezzata. Con lo stesso chip si può anche andare al Bancomat.
Le alleanze ormai sono in tutto il mondo. In Turchia la Turkcell e la Garanti Bank, seguite da American Express e HewlettPackard, hanno annunciato il loro ingresso in Mobey Forum, un consorzio che intende promuovere l’adozione di uno standard unico a livello globale per le applicazioni di mobile commerce. L’arrivo di American Express segue quello del suo concorrente Visa e nasce dall’intenzione, da parte dei maggiori circuiti di pagamento, di influenzare in qualche modo le decisioni prese dall’industria dell’informatica e della telefonia cellulare.
Un altro studio, della Forrester Research, prevede che il mobile commerce arriverà ad un valore di 31 miliardi di dollari nel 2016, con una crescita annua del 39% dal 2011 al 2016. Inoltre, a conferma del trend positivo, la spesa del mobile commerce in advertising è prevista in crescita dallo 0,5% del 2010 al 4% del 2015, sul totale delle spese di pubblicità delle aziende in America. Il business dell’madvertising, cioè il fatturato totale, intanto raddoppierà ogni anno. Ci sono però alcune residue perplessità che fanno rallentare le decisioni di banche, aziende e operatori di telefonia mobile. Alcuni pensano che lo sviluppo del mcommerce e in particolare del mpayment incontrerà le stesse difficoltà che oltre 10 anni fa ha avuto l’ecommerce: diffidenza nell’effettuare i pagamenti dal proprio telefonino, difficoltà nell’espandere il servizio, paura di investire in un momento di crisi globale.
Invece, secondo la ricerca di Booz&Co. non sarà così, in quanto oggi c’è una ben maggiore familiarità con i dispositivi informatici di quanto ce ne fosse 10 anni fa, tanto che gli analisti predicono che alla fine del 2011 saranno stati venduti tra i 40 e i 50 milioni di smartphone dotati della nuova tecnologia Nfc. "Le aziende devono convincersi che nel 2050 non sarà davvero più immaginabile utilizzare le carte di credito plastificate, che le nuove generazioni sono molto più abituate agli strumenti informatici di quanto lo fossero 10 anni fa e che questo è un settore in vera espansione", commenta Luigi Pugliese, amministratore delegato di Booz&Co. Italia. "Dobbiamo essere veloci in Italia se non vogliamo che anche in questo settore ci sia il predominio di aziende straniere. Dobbiamo essere in grado di riflettere e rapidamente stringere forti alleanze per presentare una piattaforma unica a livello nazionale, prima che giganti come Google saturino il mercato bypassando banche e operatori mobili". Google fa paura un po’ a tutti, per le sue potenzialità multimediali e le potenziali applicazioni, tanto per fare un esempio, dell’mcommerce ai servizi di toponomastica che gestisce, accessibili da cellulare. "Bisogna trovare un modo, come ad esempio è stato con la nascita di Paypal riprende Pugliese per integrare le capacità di ogni attore del mercato e contemporaneamente occorre rassicurare ulteriormente gli utenti sulla sicurezza. Chi saprà garantire questo sarà in vantaggio".