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 2011  ottobre 10 Lunedì calendario

L’ euro è di nuovo al centro dell’attenzione. Da quando sono in circolazione le sue monete (1˚ gennaio 2002) possiedo un portamonete; vi raccolgo otto diversi tipi di conio: da 1 centesimo a 2 euro

L’ euro è di nuovo al centro dell’attenzione. Da quando sono in circolazione le sue monete (1˚ gennaio 2002) possiedo un portamonete; vi raccolgo otto diversi tipi di conio: da 1 centesimo a 2 euro. Le monete da 1 euro se ne vanno velocemente; quelle da 2 euro arrivano più raramente; più consueto, in entrata e uscita, il pezzo da 50 centesimi. Rimangono sul fondo del contenitore le monete da 1 centesimo e da 2; i 5 invece hanno un loro strano movimento. Ho imparato a riconoscerle a prima vista. Più facile per le monete piccole, di color rame, che non somigliano ad altre monete in circolazione nel mondo (salvo il penny inglese). La loro dimensione (16,25 mm del centesimo; 21,25 dei 5 centesimi) consente d’individuarle bene quando ce le allungano in mano come resto, o le consegniamo noi all’acquisto. Più problematico il gruppo delle monete di color giallo, dette di «oro nordico». La più piccola da 10 centesimi è molto vicina ai 20 (19,75 mm e 22,25); a volte, per distinguerle le rovescio e leggo la cifra, anche se nel ristretto spazio della bocca del portafoglio si dovrebbe vedere subito qual è la più grande. La moneta da 50 è perfetta, ed è un millimetro più piccola di quella da 1 euro. Tra quest’ultima e quella da 2 non c’è problema: il giallo è nel contorno in 1 euro, e al centro nei 2. Non a caso, come riferiscono le biografie, Luc Luycx, il medaglista belga che le ha disegnate, è un ingegnere informatico. L’esattezza, e non certo la fantasia, è la loro caratteristica; alla loro forma, dimensione e colore presiede una logica che ricorda il linguaggio informatico. Ora da qualche tempo nel mio portafoglio si sono accumulate alcune monete che non c’entrano nulla con la serie di Luycx. Le ho conservate. La più presente, ricevuta almeno due volte, e due volte presa senza accorgermene, è una moneta messicana da 1 peso, simile alla moneta da un euro, ma più piccola. Poi ho avuto il 1/2 shequel israeliano, simile ai 50 centesimi; e poi 10 copechi dell’Ucraina somiglianti ai 10 centesimi. Mi è capitato di ricevere una moneta da 500 lire che è simile a 1 euro. Tutti i tentativi di piazzarmi invece monete di metallo argentato sono fallite, anche se una volta una mi è rimasta, non so come, in mano. Le nostre monete sono, dal punto di vista simbolico, quasi incolori; prevale in loro l’aspetto pragmatico, l’efficienza, e forse proprio per questo sono così imitabili. La fantasia dell’inganno, al contrario, possiede molte più forme e segni.