Andrea Malaguti, La Stampa 10/10/2011, 10 ottobre 2011
Irresistibilmente attratto dall’idea di sposarsi, Sir Paul Mc Cartney l’ha fatto per la terza volta
Irresistibilmente attratto dall’idea di sposarsi, Sir Paul Mc Cartney l’ha fatto per la terza volta. Ieri, domenica 9 ottobre. Nel giorno in cui John Lennon avrebbe compiuto 71 anni. E’ stato il suo modo per invitarlo. «Above us only sky». Sopra di noi solo il cielo. Ha rimesso a posto la tinta castana dei suoi 69 anni e si è vestito di blu. La cravatta lilla, i fiori nel taschino. E alle quattro in punto, negli uffici metropolitani della Old Marylebone Town Hall ha preso le mani dell’ereditiera americana Nancy Shevell, diciassette anni meno di lui, e le ha detto serio: «Ti amerò per sempre». La stessa frase che il 12 marzo del 1969 - esattamente nello stesso luogo - aveva sussurrato a Linda Eastman, la sua prima moglie. Nancy, splendida, alta, lunghi capelli neri e caviglie sottili, si è lasciato mettere una piccola fede di fianco all’anello di fidanzamento da cinque carati, un Cartier vintage del 1925. I trenta invitanti hanno applaudito. Ringo Starr, in scarpe da ginnastica, ha gridato «John ti benedica». Qualcuno ha riso. Barbara Bach, la donna con cui divide l’esistenza da 30 anni, lo ha guardato con tenerezza. Beatles per sempre. Fuori dal municipio c’erano circa duecento fan e molti fotografi. Gli sposi hanno salutato e sono saliti sulla Mercedes bordeaux. Con loro la piccola Beatrice, damigella d’onore, figlia di Heather Mills, seconda moglie di Paul. Un incubo, più che una compagna. Si erano sposati nel giugno del 2002. Quattro anni dopo la morte di Linda, portata via da un tumore al seno. I figli di lui si erano opposti. Soprattutto Stella, oggi stilista di successo. Heather aveva una fama ambigua. Modella, ma per i tabloid anche ex prostituta. Tra i suoi presunti amanti a pagamento Adnan Khashoggi. «Quella vuole solo i tuoi soldi, papà. Ti dice nulla che abbia 26 anni meno di te?». Paul non ne volle sapere. «Cattiverie. Mi ama». La sposò in un castello irlandese. Una roba fastosissima. Costata un milione e mezzo di sterline. Scrisse anche una canzone per lei. Le parole non erano esattamente indimenticabili. «Tu fai di me un uomo felice». Gli è venuto di meglio. Dopo due anni Heather cominciò a dire che McCartney non usciva mai. Nel 2007 chiese il divorzio. «Voglio 125 milioni di sterline». Ne prese poco più di 24. Oltre a un vitalizio di 35 mila sterline l’anno per Beatrice. «Tutto per il bene della bambina». Per che cosa se no? Nel dossier contro il marito scrisse che McCartney beveva e fumava marijuana. Lo detestava. Lo definì: «noiosa vecchia flatulenza». Più tardi divenne un’attivista a difesa degli animali. Soprattutto le foche. Una di quelle cose che con trenta milioni in banca si fanno con una certa serenità. «Sono felice», giurò. Era una donna fatale piena di solitudine e champagne. Anche Paul non stava tanto bene. Gli sembrava che le canzoni si portassero dentro una nostalgia di pietra. Fu a quel punto che conobbe Nancy. A New York. Americana come Linda. Lei era membro dell’autorità del trasporto metropolitano e figlia di un imprenditore piuttosto facoltoso. Aveva un matrimonio alle spalle con l’avvocato ed ex candidato repubblicano Bruce Blakeman. E soprattutto un patrimonio personale di 250 milioni di dollari. Sommati a quelli di Paul - secondo Forbes il cantante più ricco del pianeta - facevano quasi un miliardo. Così quando hanno deciso di sposarsi anche Stella è stata d’accordo. Ha disegnato lei il vestito della sposa. Color avorio. Come le scarpe con il tacco vistoso. Trenta invitati in municipio e altri cento nella villa di St John’s Wood, a poche centinaia di metri dagli studi di Abbey Road. Centocinquantamila sterline la spesa finale. Quando la macchina è entrata nel cortile gli sposi si sono scambiati effusioni a favore di telecamere. Gli occhi di Paul si sono chiusi come corolle notturne, schiacciati da palpebre antiche. Tutti i suoi ieri si sono concentrati in quel bacio. Dal gazebo usciva la musica di «Let in Be». Paul e Nancy sono entrati ballando. Lui ha suonato per la prima volta la canzone che ha scritto per lei. Nancy ha pianto. Paul l’ha abbracciata con un abbandono infantile. E questa volta non era più il terrore di invecchiare da solo in una grande villa troppo piena di rose.