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 2011  ottobre 10 Lunedì calendario

Sulla strada che porterà l’assemblea della Banca Popolare di Milano a eleggere, il 22 ottobre, i nuovi vertici pesano due incognite: Banca d’Italia e Consob

Sulla strada che porterà l’assemblea della Banca Popolare di Milano a eleggere, il 22 ottobre, i nuovi vertici pesano due incognite: Banca d’Italia e Consob. Le liste in campo sono cinque, ma due sono i pretendenti alla maggioranza del consiglio di sorveglianza. Da una parte ci sono Fabi e Fiba-Cisl che candidano alla presidenza Marcello Messori, con Matteo Arpe in lizza per la guida manageriale della banca che, a giochi fatti, dovrà procedere con l’aumento di capitale da 800 milioni. Dall’altra ci sono i dipendenti-soci riuniti negli «Amici della Bipiemme» che, con Uilca e Fisac-Cgil, puntano su Filippo Annunziata, con Andrea Bonomi e suoi uomini pronti a entrare nel consiglio di gestione. Gli «Amici» hanno però sfidato apertamente Bankitalia, confermando in lista 5 attuali consiglieri dopo che venerdì, in una lettera, Via Nazionale aveva chiesto il «rinnovo integrale degli organi aziendali», cosa che non favorirebbe nemmeno la promozione dell’attuale dg Enzo Chiesa a consigliere delegato. Uilca e Fisac puntano a chiarire la situazione in un incontro con la Vigilanza, che a questo punto però potrebbe intervenire con modifiche allo statuto che ha introdotto il sistema duale. Bankitalia sarebbe irritata anche per le carriere condizionate dai sindacati interni, come dimostrerebbe pure un passaggio della lettera di venerdì. Domani un cda straordinario esaminerà i risultati dell’inchiesta svolta sul tema, dopo la scoperta di un accordo risalente al 2010. Ma c’è un fronte aperto anche in Consob, al lavoro per verificare l’esistenza di azioni di concerto tra gli «Amici», pure alla luce dei rapporti con la Investindustrial di Bonomi, che sabato ha depositato una propria lista.