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 2011  ottobre 09 Domenica calendario

Addio a Pesciarelli il giornalista che rideva della politica - Lo hanno ricordato politici di destra e di sinistra, le redazioni dei telegiornali rivali Tg 1 e Tg 5

Addio a Pesciarelli il giornalista che rideva della politica - Lo hanno ricordato politici di destra e di sinistra, le redazioni dei telegiornali rivali Tg 1 e Tg 5. Le due tifoserie nemiche della Lazio e della Roma si sono unite nel cordo­glio. Il giornalista Andrea Pesciarel­li, 47 anni, notista politico del Tg 5, è morto nella notte di venerdì a Ro­ma. Il suo scooter si è schiantato contro un albero sul Lungotevere delle Armi, all’altezza del quartiere Prati. È un punto dove il traffico è fi­lante, una rampa di lancio verso il centro della città. Le macchine pas­sano rapide, il fiume una macchia scura che filtra tra i platani. Nessun altro veicolo è stato coinvolto nel­l’incidente. Era tardi, l’una e mezza di notte. È stata un’ambulanza del 118 che passava di lì a vedere una persona a terra, e a fermarsi. Ma qualsiasi soccorso era ormai inuti­le. Gli agenti della polizia municipa­le che sono intervenuti non hanno trovato testimoni. La dinamica non è quindi accertata, ma sembra che Pesciarelli abbia perso il controllo della sua moto. Come e perché non si capisce. Il giornalista, volto familiare del Tg Mediaset, romano di Montero­tondo, lascia la moglie e due figlie, oltre che un gruppo di colleghi da cui era molto amato, e che rappre­sentava davanti all’azienda come membro del cdr, il comitato di reda­zione. La seconda e terza carica del­­lo stato, Renato Schifani e Gianfran­co Fini, hanno scritto lunghi e com­mossi comunicati di condoglianze, e a loro si sono uniti ministri, sotto­segretari, numerose segreterie poli­tiche, dal Pdl al Pd all’Italia dei Valo­ri. Anche se, poi, Pesciarelli i politici li aveva presi in giro, senza distinzio­ne di parte, in un recente libro edito da Gremese, Politici, inguaribili bu­giardi , scritto con Gerardo Antel­mo. Berlusconi, Vendola, Bocchi­no, nessuno si era salvato. Tutti era­no stati inchiodati alle loro incoe­renze. Al Tg 5 Pesciarelli era caporedat­t­ore e seguiva i servizi politici su Ber­lusconi, ma a Mediaset era approda­to dopo anni di gavetta in Rai, nel 2007 per volere del direttore Cle­mente Mimun. Era un laziale sfega­tato, ma al Tg regionale si era occu­pato della Roma, come ricordava ie­ri t­ra le news il sito della società gial­lorossa. Era un grande battutista, ol­tre che uno stimato professionista. Chi lo ricorda parla sempre di un uo­mo «con il sorriso sulle labbra», che sdrammatizzava e sapeva ridere an­che in un mestiere dove ironia e au­toironia non sono da tutti. Le radio laziali ieri mattina per ore hanno parlato del Pescia, come veniva chiamato, nel Tg delle 20 Mimun gli ha dedicato un ricordo personale: «Il Tg5 piange un collega bravo e competente, un uomo leale e per be­ne­aveva scritto già in una nota del pomeriggio il direttore - natural­mente portato al sorriso e alla battu­ta, con la vocazione naturale a fare gruppo, capace di sdrammatizzare ogni situazione, ma allo stesso tem­po sempre pronto ad impegnarsi con grande rigore e serietà. Perdia­mo un grande amico, di quelli con la a maiuscola». Schifani si è defini­to «profondamente scosso dalla no­tizia », Fini ha sottolineato «l’intelli­genza e la passione» diPesciarelli. Il convegno della Dc di Rotondi gli ha dedicato un minuto di silenzio. Han­no scritto poi messaggi di lutto i mi­nistri Alfano, Maroni, Galan, Melo­ni, Bernini, il portavoce del premier Bonaiuti, il sindaco di Roma Ale­manno, i governatori Polverini e Co­ta, e tutto il mondo del giornalismo, dall’Ordine alla Fnsi.