Fe. Pe., Plus24 8/10/2011, 8 ottobre 2011
DAI BUONI «OLD» IL 10% ANNUO
Niente trading, nessun bond. Uno degli investimento più sicuri e più azzeccati del trentennio probabilmente è stato fatto da chi si è recato allo sportello postale sotto casa chiedendo dei semplici buoni postali.
Chi avesse investito nell’ottobre 1981 l’equivalente di 100mila euro odierni (ossia 197.627.000 delle vecchie lire) in buoni fruttiferi trentennali avrebbe incassato ben 1.729.907,80 euro. E chi, non disponendo di fondi così ingenti, avesse puntato solo 10 milioni delle vecchie lire (5.164,57 euro) oggi incasserebbe 89.342,30 euro. Un discreto gruzzolo che potrebbe consentire ai propri nipoti di pagarsi gli studi. O di integrare la pensione.
Nel dettaglio gli strumenti utilizzati per la simulazione sono i buon fruttiferi postali ordinari della serie "O" che non prevedeva, tra l’altro, alcuna ritenuta fiscale. Il tasso effettivo di rendimento al 1° ottobre 2011 sfiora il 10% annuo ed è pari al 9,97%. Un buon affare anche in termini reali, visto che l’inflazione registrata con l’indice Foi tra ottobre 1981 e agosto 2011: è stata del 3,35% su base annua. Da ricordare che con le modifiche dei tassi il D.M. Tesoro 13 giugno 1986 ha ridotto i tassi della serie O, equiparandoli a decorrere dal 1/1/1987 a quelli dell’allora nuova serie Q.
Va premesso che oggi, come per gli altri strumenti finanziari, i rendimenti prospettati dai buoni ordinari in emissione sono ben più magri (la serie B84 parte dall’1,8% del primo anno e arriva al 6% dopo il 18simo anno).
I bond utilizzati nella simulazione cessano di maturare interessi il 1° novembre 2011: il tasso effettivo di rendimento a quella data sarà pari al 9,99%. Come tutti i buoni non dematerializzati giunti a scadenza devono essere ritirati entro 10 anni altrimenti si prescrivono. I buoni dematerializzati, invece, non possono essere prescritti.
Negli ultimi 10 anni, lo stock dei buoni fruttiferi postali è aumentato di oltre il 53%. Tra i vantaggi tipici dello strumento c’è quello di sapere con certezza quanto sarà il rendimento in qualsiasi momento si decidesse di uscire, con la sicurezza di riottenere comunque almeno il capitale. I tassi nominali annui inoltre sono di tipo step up: premiano l’investitore che mantiene a lungo l’investimento. E, vantaggio più importante, c’è la garanzia dello Stato italiano sia sul capitale, sia sugli interessi.