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 2011  ottobre 08 Sabato calendario

Bocciati i tassisti romani: «Furbi e scurrili» - Itaxipeggiori d’Europa? A Ro­ma, purtroppo. Sono costosi, i conducenti non rispettano i limiti di velocità, tagliano i semafori ros­si, imprecano contro il traffico, si lamentano per le corse troppo bre­vi, sono aggressivi ed effettuano lunghe deviazioni dal percorso con il tassametro che cresce a di­smisura

Bocciati i tassisti romani: «Furbi e scurrili» - Itaxipeggiori d’Europa? A Ro­ma, purtroppo. Sono costosi, i conducenti non rispettano i limiti di velocità, tagliano i semafori ros­si, imprecano contro il traffico, si lamentano per le corse troppo bre­vi, sono aggressivi ed effettuano lunghe deviazioni dal percorso con il tassametro che cresce a di­smisura. Il resoconto dell’Euro­test realizzato in 22 paesi europei dagli Automobil Club europei è impietoso verso i conducenti del­la capitale: il loro servizio merita a malapena la sufficienza. Al contra­rio, premiano con un «buono» il servizio di Milano mentre conse­gnano la palma d’oro a Barcello­na, dove i tassisti non hanno sba­gliato quasi nulla. Ma torniamo a Roma, dov’è significativa la corsa test di un ispettore in incognito, munito di una lista di controllo, un navigatore satellitare, una macchina fotografica.L’uomo si è seduto in un’auto pubblica alla stazione Termini per uscirne con i capelli ritti alla Fiera di Roma. In questo tragitto, il conducente ha perso la rotta due volte, allungan­do la strada del 60 per cento e ha fatto lievitare il costo del tragitto a 69 Euro invece dei 62,90 euro indi­cati sul tassametro. Ma non è fini­ta. L’auto,sprovvista di aria condi­zionata, aveva un motore molto rumoroso e un finestrino rotto. Ad abbellire l’atmosfera, fazzoletti di carta usati sparsi ovunque. Non bastasse, l’autista ha parlato al te­lefono senza viva- voce e ha ascol­tato musica a tutto volume senza preoccuparsi di infastidire chi do­veva trasportare. Anche i colleghi del disordinato conducente non sono invidiabili:spesso non cono­scono una parola d’inglese, molla­n­o il cliente lontano dalla destina­zione, le ricevute a volte non sono corrette, qualcuno passa con il ros­so o si attacca al cellulare senza ri­tegno. Pagare con carta di credito, poi, sembra una richiesta ultrater­rena. A Differenza di Barcellona, dove si può salire in taxi senza l’in­cubo di non avere contanti. Unico neo degli spagnoli: la scarsa capa­cità a comunicare in inglese. Lin­gua non amata neppure dai con­ducenti di Milano che però sono stati promossi quasi a pieni voti per gentilezza, efficienza e corret­tezza. Peccato che qualcuno ab­bia ancora il vizietto di usare il cel­lulare mentre guida e non sappia consigliare un ristorante al clien­te. Ma consoliamoci pensando ad Amsterdam, dove un ispettore è stato costretto a fare il tragitto con un altro passeggero e ha subito ogni tipo di deviazione. Oppure a Praga, dove il tassista si è fatto pa­gare in anticipo la corsa e ha sba­gliato strada due volte. Non si sal­va neppure in Svizzera che vanta tariffe quattro volte più alte di Li­sbona ma il servizio lascia a desi­derare. E a casa nostra? Le città ita­liane sono tra quelle più «econo­miche », con tariffe pari a meno della metà di quelle europee più costose.