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 2011  ottobre 09 Domenica calendario

AUTOSTRADE ELETTRICHE SOTTO I MARI - I

quattro nuovi grandi trasformatori Siemens sull’isola di Mallorca, ciascuno grande come una villetta, sono ormai pronti a entrare in funzione in una centrale un po’ nascosta, fuori città. Là arrivano tre cavi apparentemente piccoli, per i 400 megawatt che trasportano. Ma ad altissima tensione in corrente continua (Hvdc). Coprono una distanza di 244 chilometri, dalla costa a nord di Valencia, in un lungo tratto di mare dove ha lavorato per settimane la posacavi della Prysmian Giulio Verne, con i suoi robot subacquei capaci di scavare una trincea per nascondere il prezioso cavo sotto il fondo, o di ricoprirlo di cemento, metro per metro, nei fondali rocciosi.

Romulo è il nome del progetto avviato da Red Electrica de Espana per l’interconnessione alla costa delle Baleari. Un progetto conveniente per un’isola da quasi un milione di abitanti, e un arcipelago che sale a dieci volte tanto nei mesi estivi. Di qui la prossima interconnessione elettrica tra tutte le Baleari e un secondo collegamento anche con il sud della Spagna.

Autostrade elettriche in corrente continua, più rinnovabili. È un’accoppiata che sospinge i progetti in tutta Europa. «L’Hvdc è una tecnologia con vantaggi precisi – spiega Udo Niehage, amministratore delegato della divisione trasmissione di potenza della Siemens – ha perdite elettriche fino al 50% inferiori alla corrente alternata e per collegamenti sottomarini, a cavo singolo di oltre 80 chilometri, è l’unica possibile. Per questo, per esempio per i campi eolici tedeschi nel baltico, lontani dalla costa (160 km), sono in corso i collegamenti in Hvdc». Con collettori elettrici posti su piattaforme offshore.

«Nel 2015 dovrebbero ripartire anche gli inglesi, con un terzo round di investimenti nel loro programma eolico offshore, sempre più in mare aperto – rileva Marcello Del Brenna, amministratore delegato della Prysmian Powerlink –. Comunque, tutta l’area del Mare del Nord continua a caratterizzarsi per un profilo di attività molto forte». Prysmian (ex Pirelli Cavi), leader mondiale nel settore dei cavi sottomarini, sta svolgendo un ruolo primario con ben 4 nuovi progetti di cablaggio di parchi eolici offshore in Germania, e un complessivo portafoglio ordini di cavi sottomarini di oltre un miliardo di euro.

«Anche in terraferma – spiega Niehage – l’Hvdc ha dei precisi vantaggi. I tralicci hanno un’ampiezza della metà di quelli tradizionali in alternata consumano meno territorio con minor inquinamento elettromagnetico. E, dato che hanno perdite del 30-50% inferiori, fanno risparmiare sia materiali che energia». E nel Mediterraneo? Oggi, il sogno di un’interconnessione elettrica e solare tra le due sponde appare fermo. «La causa è da ricercare anche nella troppa turbolenza politica. Ma questo non significa che si stia fermi – rileva Del Brenna –. Terna, dopo aver completato il Sapei sta realizzando il Sicilia-Calabria e ha avviato la gara per aggiudicare il collegamento Italia-Montenegro, sotto l’Adriatico».

Il detonatore delle future grandi autostrade elettriche fino a Tunisi, o all’Algeria, avrebbe dovuto essere la piena maturità del solare termodinamico, con i suoi grandi specchi capaci di concentrare il sole del deserto. Ma qui, al momento vi è un solo grande progetto in corso, in Marocco. Che probabilmente farà da test sul campo per una diffusione spostata più in là nel tempo. «Nel 2020 mi aspetto di vedere nuovi collegamenti Hvdc per 250 gigawatt – osserva Niehage –. Un incremento notevole, se si pensa che negli scorsi 40 anni se ne sono fatti per 100 gigawatt».