ALBERTO MATTIOLI, La Stampa 8/10/2011, 8 ottobre 2011
Hollande cerca il podio subito - Dopo tre noiosissimi dibattiti televisivi, qualche polemica, molti sondaggi e moltissimi discorsi, al partito socialista la situazione è sempre la stessa
Hollande cerca il podio subito - Dopo tre noiosissimi dibattiti televisivi, qualche polemica, molti sondaggi e moltissimi discorsi, al partito socialista la situazione è sempre la stessa. Alle primarie per scegliere il candidato alla Presidenza della Repubblica, il favorito è sempre François Hollande, Martine Aubry insegue, Ségolène Royal è staccata e i tre sconosciuti outsider sono sempre outsider, ma non sono più sconosciuti. Domani si vota e finalmente parleranno i numeri. Il meccanismo è lo stesso delle presidenziali vere: se nessuno dei sei candidati otterrà la maggioranza dei voti, ballottaggio domenica 16. Certo, al Ps le primarie si fecero già nel 2006. Ma allora votarono solo gli iscritti al partito. Stavolta potranno farlo tutti i francesi maggiorenni, a patto di firmare una «carta d’adesione ai valori della Gauche e della République», sufficientemente vaga perché possa farlo chiunque, e sborsare un euro, «che non è certo molto per mandare finalmente a casa Nicolas Sarkozy», ironizza Hollande. Possono votare anche gli under 18 che saranno maggiorenni il 22 aprile 2012, data delle presidenziali vere, e gli stranieri iscritti al partito. L’apparato scommette su un milione di votanti, forse due. Giovedì i candidati hanno chiuso la campagna con i soliti comizi e ieri l’ultimo sondaggio ha dato il solito responso: in testa con il 42% c’è Hollande, Aubry è staccatissima a 28, Ségolène terza all’11, addirittura a pari merito con il portavoce degli indignati e apostolo della «demondializzazione», Arnaud Montebourg. Seguono il liberalsocialista Manuel Valls con il 6 e il presidente del partito radicale di sinistra (esiste davvero, come pure, per quanto strano possa sembrare, un partito radicale di centro) Jean-Michel Baylet con un misero 1%. La questione quindi è tutta se Hollande la spunterà già al primo turno o andrà al ballottaggio con Aubry. I socialistologi più accreditati dicono che molto dipenderà dall’affluenza: se voteranno solo gli iscritti meglio per Aubry, «première secretaire» del partito, se voteranno anche i simpatizzanti meglio per Hollande. Il quale, stando ai sondaggi, alle presidenziali straccerebbe Sarkozy. Insomma, è lui l’uomo da battere e anche da abbattere, se è vero quanto ha scritto l’ Express : i servizi segreti avrebbero spiato la sua attuale compagna, la giornalista Valérie Trierweiler (la prima, com’è noto, è Ségolène). Però il ministro dell’Interno smentisce e querela il giornale. Sta di fatto che Hollande è così in testa che ha tutto l’interesse a smorzare i toni. Il suo grande consigliere, Pierre Moscovici, probabile primo ministro con Hollande all’Eliseo, ha dichiarato su Twitter, in versione croupier, che ormai «les jeux sont faits». Le femmine della specie, come diceva Kipling, sono più micidiali del maschio. Infatti lo attaccano pesantemente. Aubry ha indossato i panni della socialista pura e dura e spara a zero contro «la gauche molle» di Hollande: «Il compromesso non è esattamente nel mio temperamento», giura. Quanto a Ségolène, azzoppata dal fatto di aver già vinto una primaria ma perso le elezioni, accusa il mite Hollande di essere «un notabile» e promette leggi contro le banche rapaci e i licenziamenti facili. Sull’ex compagno ha avuto un’uscita assassina: «I francesi possono citare una cosa, una sola cosa, che abbia realizzato in trent’anni di vita politica?». Commento, in privato, di Sarkozy: «Beh, dire del padre dei propri quattro figli che non è mai stato attivo...». Ma per Sarkò i sondaggi continuano a essere pessimi e nel suo campo, dal primo ministro François Fillon in giù, dopo averle sbeffeggiate si scoprono le primarie e il loro beneficio mediatico. Ma ormai è tardi: a destra, se ne riparlerà nel 2017.