M. Val., Il Sole 24 Ore 9/10/2011, 9 ottobre 2011
CON IL «CIGNO NERO» IL FONDO VINCE
Chi volesse prove dell’imperante nervosismo sulle piazze finanziarie, può prestare attenzione ai fondi che sui pronostici di disastri costruiscono le loro fortune. I cosiddetti hedge fund del Cigno Nero, i Black Swan, hanno fuori dalla porta file sempre più numerose di grandi investitori pronti ad affidare loro nuovi capitali. Jp Morgan ha calcolato che i fondi «catastrofisti» dai nomi spesso innocui - 36 South o Saba - hanno aumentato gli asset di oltre il 10% grazie a nuovi arrivi e ai guadagni. Ad aprile simili hedge gestivano ormai 38 miliardi di dollari, contro i 500 milioni del 2008. Denari, peraltro, che fruttano non poco. Mentre l’universo degli hedge, negli ultimi due mesi, ha sofferto declini del 4,8%, i Black Swan hanno brillano. Saba Capital Management ha visto il suo fondo «tail risk», da 550 milioni, crescere il mese scorso l’11,5%; Universa Investments, che guadagnò il 115% nel 2008, dall’inizio dell’anno è in rialzo di oltre il 20 per cento. Anche il gigante obbligazionario Pimco ha cominciato a offrire ai clienti gli «strumenti» del Cigno Nero.
L’obiettivo di questi hedge, peraltro, è quello di proteggere da rischi estremi abitualmente considerati molto rari. Cioè, eventi che si trovano ai margini (le «tail», le code) delle previsioni di probabilità realizzate dagli esperti. Quelle possibili catastrofi, fino a poco tempo fa non inquadrate dai radar degli analisti, che al contrario oggi sono ben presenti. Ma che solo gli hedge del cigno nero sembrano voler vedere.