varie, 10 ottobre 2011
Tonino Salvatore, 27 anni. Di Campobasso, operaio in un’azienda di Bojano, viveva a pochi chilometri di distanza dal fratello Michele, 30 anni, malato di mente, che anni fa, quando era in cura in una casa famiglia, aveva afferrato un apriscatole e l’aveva suonato più volte sulla testa di un’infermiera provocandole una ferita per cui erano stati necessari 180 punti di sutura (condannato a otto anni per tentato omicidio, di recente più volte s’era incatenato davanti al tribunale di Campobasso, sostenendo di essere vittima di errori commessi dalle autorità locali)
Tonino Salvatore, 27 anni. Di Campobasso, operaio in un’azienda di Bojano, viveva a pochi chilometri di distanza dal fratello Michele, 30 anni, malato di mente, che anni fa, quando era in cura in una casa famiglia, aveva afferrato un apriscatole e l’aveva suonato più volte sulla testa di un’infermiera provocandole una ferita per cui erano stati necessari 180 punti di sutura (condannato a otto anni per tentato omicidio, di recente più volte s’era incatenato davanti al tribunale di Campobasso, sostenendo di essere vittima di errori commessi dalle autorità locali). L’altra notte Tonino stava rincasando dopo il turno di lavoro quando si trovò di fronte Michele che gli saltò addosso infilandogli un coltello più volte in tutto il corpo, quindi telefonò ai carabinieri («Sono stato io») e infine, raggiunto un campo lì vicino, si piantò la lama con cui aveva ammazzato il fratello nel cuore. Verso le 22.30 di martedì 11 ottobre a Guardiaregia in provincia di Campobasso.