varie, 10 ottobre 2011
NUOVO Andrea Carani, 39 anni. Di San Pietro in Campo (Lucca), cerebroleso e invalido fin dalla nascita, spesso preda di crisi che lo facevano urlare nel cuore della notte, viveva in un casa a due piani tutta linda e ordinata con la madre Alida e il padre Romano, 73 anni, ebanista in pensione, «papà tanto amorevole» che però, da quando era stato operato al cuore, viveva nel terrore che se lui o la consorte fossero morti nessuno si sarebbe preso cura del ragazzo
NUOVO Andrea Carani, 39 anni. Di San Pietro in Campo (Lucca), cerebroleso e invalido fin dalla nascita, spesso preda di crisi che lo facevano urlare nel cuore della notte, viveva in un casa a due piani tutta linda e ordinata con la madre Alida e il padre Romano, 73 anni, ebanista in pensione, «papà tanto amorevole» che però, da quando era stato operato al cuore, viveva nel terrore che se lui o la consorte fossero morti nessuno si sarebbe preso cura del ragazzo. L’altra notte Andrea come d’abitudine prese a gridare frasi senza senso, Romano, che gli dormiva sempre accanto, come d’abitudine restò sveglio a parlargli e a coccolarlo finché non si fu tranquillizzato, poi verso l’alba Andrea ricominciò col suo delirio e allora il padre, afferrate un paio di bretelle, con quelle lo strangolò. Quindi svegliò la moglie che riposava nella stanza accanto e con lei telefonò ai carabinieri. All’alba di domenica 9 ottobre a San Pietro in Campo, piccola frazione del comune di Barga, in Lucchesia.