Enrico Currò, la Repubblica 10/10/2011, 10 ottobre 2011
Osvaldo, per dirla con Prandelli, è un nuovo italiano. Di vecchio magari ha l´italiano che parla, nel senso che sa usare bene il congiuntivo
Osvaldo, per dirla con Prandelli, è un nuovo italiano. Di vecchio magari ha l´italiano che parla, nel senso che sa usare bene il congiuntivo. Ma non è stato grazie alla passione per la letteratura che ieri l´attaccante della Roma ha saputo spiegare come si è sentito, lui argentino di nascita e fresco azzurro in virtù del passaporto, quando un deputato leghista ha definito la Nazionale "una pensione per oriundi", dopo la sua convocazione al posto dell´infortunato Balotelli. È che certe risposte partono dal cuore. Quella che ha dato all´onorevole Cavallotto è stata secca. «Ho una moglie e due figli italiani e ho giocato già nell´Under 21 azzurra. Quelle parole mi hanno fatto un po´ ridere. Mi sa che sono più italiano io di lui: da quello che so, la Lega Nord critica anche i giocatori italiani del Sud». Non è ipocrita, Osvaldo. «Da ragazzo ho tifato per l´Argentina e il mio idolo è Batistuta: festeggio i gol col gesto della mitraglia, come faceva lui. La finale del Mondiale 2006? Ho fatto il tifo per l´Italia, perché c´era Camoranesi: è di Lanus come me, ci sentiamo spesso». Camoranesi è il capostipite dei nuovi italiani azzurri: Amauri, Thiago Motta, Ledesma e lui, Osvaldo. Che domani a Pescara, prima della partita con l´Irlanda del Nord, canterà l´inno di Mameli. Camoranesi in Germania stava zitto. «Lo so, Mauro non cantava. Ma io sì: lo facevo già nell´Under. Non è mancanza di rispetto: spero che agli italiani faccia piacere».