IRENE BIGNARDI La Repubblica 9/10/2011, 9 ottobre 2011
Robert Walser aveva un fratello pittore, Karl, artista, dicono, di qualità. E a quanto pare amava stare per ore alle sue spalle studiando come dipingeva
Robert Walser aveva un fratello pittore, Karl, artista, dicono, di qualità. E a quanto pare amava stare per ore alle sue spalle studiando come dipingeva. È probabile che da questa consuetudine sia nato questo piccolo, incantevole libretto, Ritratti di Pittori, che percorre nelle forme più diverse – il minisaggio, il sonetto, la pièce teatrale in dimensione tascabile, il poemetto, il racconto – gli incontri dell´osservatore Robert Walser con artisti diversissimi come Brueghel e Aubrey Beardsley, Lucas Cranach e Daumier, Manet e Cézanne. E si compone sotto gli occhi del lettore una forma strana e affascinante di autoritratto dello scrittore, vista attraverso le tessere del mosaico della sua attenzione e delle sue idiosincrasie. Con il pregiudizio («una popolana niente affatto graziosa, non essendo più giovane», a proposito dell´Arlesiana di Van Gogh). Il sogno (vorrebbe trovare la bella Lisa di un ritratto di Renoir). Lo humour (sui disegni di Daumier)… Ed è curioso confrontare il suo poemetto su Icaro, come ce lo mostra Bruegel, con la poesia che su Icaro scrisse W.H. Auden. Auden vince. Ma Walser ha inventato un modello.