La Repubblica 9/10/2011, 9 ottobre 2011
«La parola non può essere messa dietro le sbarre. Anche quando vada oltre i limiti, l´esercizio della libertà di stampa non può essere colpito con il carcere», avverte Gaetano Pecorella, deputato della maggioranza e avvocato di fama
«La parola non può essere messa dietro le sbarre. Anche quando vada oltre i limiti, l´esercizio della libertà di stampa non può essere colpito con il carcere», avverte Gaetano Pecorella, deputato della maggioranza e avvocato di fama. «Per questo - annuncia - non voterò mai una norma che preveda la detenzione per il giornalista. Ci sono altre misure, persino più efficaci, come la sospensione della firma. Ricordiamoci che questa maggioranza votò l´abolizione del carcere per i reati di opinione e di ciò ebbe merito proprio l´allora ministro Castelli». Di opinione completamente opposta è un altro deputato del Pdl e anche lui avvocato, Maurizio Paniz. «La diffusione da parte di un giornalista (e non solo da lui) di notizie coperte dal segreto investigativo, che danneggiano la stessa inchiesta, o di notizie irrilevanti sul piano penale e dell´interesse pubblico, che debbono rimanere riservate e che ledono la privacy di un cittadino, costituiscono un illecito grave»