Carlo Bertini, La Stampa 9/10/2011, 9 ottobre 2011
Tendenza coffee break alla Camera la domenica mattina: se davvero andasse in porto l’idea di uno dei questori del Palazzo di aprire la buvette al grande pubblico, in pochi mesi nella Capitale potrebbe esplodere una moda difficile da contenere
Tendenza coffee break alla Camera la domenica mattina: se davvero andasse in porto l’idea di uno dei questori del Palazzo di aprire la buvette al grande pubblico, in pochi mesi nella Capitale potrebbe esplodere una moda difficile da contenere. Decine di turisti e di romani che già fanno la fila la domenica mattina davanti «Montecitorio a porte aperte», potrebbero moltiplicarsi con il miraggio di un «cappuccino e cornetto» nel bar riservato alla Casta, pagando lo scontrino e scambiando due chiacchiere in mezzo a stucchi e vetrate liberty ristrutturate da poco. Per ora è solo un’idea di uno dei tre questori che sovraintendono con Fini le regole del Palazzo, il pd Gabriele Albonetti, che fatti due conti, ha scoperto che sarebbe un’operazione ad alto ritorno di immagine e costo zero. Anzi, visto che forse è arrivato il momento di infrangere un tabù per provare ad avvicinare i cittadini alla tanto invisa categoria degli onorevoli, si potrebbe unire l’utile al dilettevole, favorendo un’invasione domenicale della buvette al prezzo di qualche turno extra per i camerieri. Non sarebbe certo un primato, perché già i tedeschi ci hanno anticipato: proprio accanto alla cupola del Bundestag di Berlino, unico caso al mondo, hanno aperto un ristorante con giardino pensile aperto al pubblico dove è bene prenotare entro le 10 del mattino. «Anche solo un’apertura della buvette sarebbe un modo di rompere un diaframma simbolico tra noi e la società civile», ragiona Albonetti. Una piccola rivoluzione sarebbe aprire le porte del ristorante, ma questa opzione - spiega il questore - sarà possibile solo quando si provvederà a riorganizzare la ristorazione in forma di self service per risparmiare. Ecco, solo in quel momento forse sarà possibile vedere code di romani col vassoio in mano per sedersi ai tavoli riservati alla Casta dal lunedì al venerdì... Cibo nelle discariche Dieci milioni di tonnellate di cibi invenduti in supermarket, ristoranti e mense, 37 miliardi di euro gettati ogni anno nelle discariche, in grado si sfamare 40 milioni di persone: il Senato prova ad accelerare il varo di una legge bipartisan per favorire la distribuzione ai bisognosi di queste derrate da parte delle Onlus, cui fornire una carta magnetica per ritirare il cibo. E chissà se questa card sarà valida per far entrare i volontari anche nei Palazzi per ritirare gli alimenti non consumati dagli onorevoli.