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 2011  ottobre 09 Domenica calendario

MILANO —

Nell’ultimo dello sterminato elenco di film che l’ha avuto per protagonista, Il pistolero, John Wayne, malato di un male incurabile, diceva a Lauren Bacall: «Voglio che nessuno si occupi della mia morte: neanche chi vorrebbe salvarmi l’anima. La morte di un uomo è la cosa più privata della sua intera vita». Era il 1976. Tre anni dopo, l’attore sarebbe scomparso davvero, entrando definitivamente nella leggenda. Ma dopo più di trent’anni, della sua morte continuano a occuparsene in molti, consapevoli forse che l’eredità di un mito è destinata a non esaurirsi mai. Lo conferma l’asta organizzata a Los Angeles con costumi di scena e oggetti personali dell’attore.

In un periodo in cui iniziative come queste disattendono sempre più spesso le aspettative, con i collezionisti di memorabilia mai così prudenti nei loro investimenti, l’asta è stata un successo. In tanti non hanno resistito al richiamo del ruvido cowboy diventato parte dell’immaginario del vecchio West, come le porte dei saloon o gli speroni attaccati agli stivali. Ed è così che con 700 costumi venduti, più altri oggetti cari al divo, sono stati raccolti 5,3 milioni di dollari. Cifra che andrà anche a due fondazioni: la John Wayne Enterprises e la John Wayne Cancer Foundation (lui è morto per un tumore allo stomaco, l’11 giugno del 1979, ma già nel 1964 gli era stato tolto un cancro al polmone).

Tra gli oggetti, finora conservati dalla famiglia dell’attore — ha avuto tre mogli e sette figli —, il pezzo più battuto è stato il berretto di lana verde indossato da Wayne nel film del 1968, Berretti Verdi: per averlo qualcuno ha speso 180 mila dollari. Molto ambita anche la benda indossata in Il Grinta, del 1969, con cui vinse il suo unico Oscar, battuta per 47.800 dollari. E ne sono stati incassati 120 mila per il cappello indossato in Big Jake. Cappelli, casacche, stivali, ma anche premi e una sua vecchia carta di credito. Collezionisti e fan hanno fatto di tutto per tornare a casa con una parte di quel mito scomparso da decenni ma ancora così vivo nell’immaginario di tutti loro. Del resto, come si chiedevano anche in Donnie Brasco, come fa a morire John Wayne?

Chiara Maffioletti