Paolo Ottolina, Corriere della Sera 08/10/2011, 8 ottobre 2011
LETTORI FORTI, UNDER 35 E INNAMORATI DELLE «APP». GLI ITALIANI CON IL TABLET - È
un passioncella passeggera, un flirt estivo o l’ amore tra gli italiani e il tablet è destinato a essere duraturo, a resistere nella buona e nella cattiva sorte? A quanto pare le «tavolette» sono qui per restare. Almeno a leggere la ricerca Doxa che per la prima volta ha sondato gli umori del nostro Paese in merito all’ ultimo fenomeno dei gadget hi-tech e che anticipiamo in esclusiva. La metà del campione statistico (450 intervistati) è convinta che tra breve il tablet avrà la stessa diffusione dei telefonini. Tra chi ancora non lo possiede (un terzo del totale interpellato), ben due italiani su tre hanno preso seriamente in considerazione di acquistarne uno negli ultimi tre/sei mesi; se non l’ hanno fatto è soprattutto per motivi legati al prezzo dell’ oggetto. Il profilo Dalla ricerca (commissionata da Intel e Fujitsu) emerge un ritratto dell’ italiano con il tablet sotto braccio: è uomo (57% contro il 43% di donne), sta tra i 20-34 anni (il 42%), vive nel Nordovest (un terzo) e come titolo di studio ha nel cassetto un diploma (il 59%). Quando il gadget entra in casa chi finisce per usarlo? Nel 39% dei casi solo l’ acquirente. Ma in più della metà delle coppie (il 56%) il pc-tavoletta viene condiviso con il coniuge. E il 19% se lo vede soffiare di quando in quando anche dai figli. La presenza dei bambini in famiglia sembra per altro rivestire una certa importanza: il 38% ha almeno un minore di 14 anni in casa. Un gadget, molti gadget Il tablet è per definizione un secondo, terzo se non addirittura quarto computer. Difficile al momento fare a meno di un «vero» pc in casa, soprattutto se spesso si ha la necessità di produrre contenuti (nella semplice fruizione il tablet invece è quasi imbattibile). La ricerca conferma che gli acquirenti sono spesso dei geek , smanettoni profondamente innamorati dei gadget tecnologici: il 78% di loro ha anche un lettore mp3, il 76% uno smartphone, il 73% un pc. Confermando che ormai molti di noi hanno in tasca o in borsa tanti oggetti diversi, utilizzati a seconda delle necessità e del contesto. Perché si acquista I motivi che spingono a comprare un pc-tavoletta spiegano il predominio di Apple e del suo iPad sul mercato. La tavoletta «magica e rivoluzionaria», come la definì Steve Jobs al momento del lancio, in luglio si portava a casa oltre il 65% del mercato tablet italiano (per numero di pezzi, a «valore» si sale addirittura all’ 80% circa). Perché? Perché, come attesta l’ analisi di Doxa, l’ acquisto è trainato in primo luogo dalla disponibilità di tante applicazioni (risposta scelta dal 66% degli intervistati e in questo l’ iPad 2 è al momento imbattibile con 100 mila «app» studiate apposta per il suo display), dal design (57%), dal fatto che sia percepito come leader di mercato (57%). Perché non lo si acquista Il criterio del prezzo, come accennato, è quello che frena di più: bisogna sborsare almeno 4-500 euro e in tempi di crisi il ragionamento è più che comprensibile. A questo si aggiunge l’ attesa di costi di connessione sulla rete mobile un po’ meno salati. Con percentuali inferiori seguono la preoccupazione per la scarsa autonomia e il timore di non poterlo usare in ambito lavorativo. Per che cosa lo si usa Per navigare, ovviamente: il 97% dei possessori lo fa (e viene da chiedersi come sia possibile che esista un 3% che compra un tablet e poi non va sul web). Ma lo si usa anche molto come supporto per la lettura, di libri o di quotidiani e periodici: il 77%, che batte la percentuale di chi vi guarda film e video (il 67%). Seguono altre attività e sorprende la bassa percentuale di chi gioca con il tablet: appena il 45%. L’ 88% scarica applicazioni, in media 11 a testa. Le più gettonate sono quelle per svago e divertimenti (67%), quelle per leggere giornali (53%) e il meteo (51%). A chi ruba spazio Buone notizie per gli editori, cattive per la televisione. Il 36% di chi ha una «tavoletta» a casa legge di più quotidiani e periodici, ma anche libri (il 26%). Al contrario, il 27% guarda meno la tv.
Paolo Ottolina