Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  ottobre 08 Sabato calendario

Schutte Thomas

• Oldenburg (Germania) 16 novembre 1954. Scultore • «[...] è emerso alla metà degli anni Ottanta con un certo fragore, anche se è stato considerato a lungo un personaggio troppo ribelle per resistere sulla cresta dell’onda. Da subito ha dimostrato una originalità di pensiero che ha reso impossibile chiuderlo nel solco di una corrente. Nei suoi [...] anni di carriera, comunque, coronati dal Leone d’Oro alla Biennale nel 2005 e tre partecipazioni alla Documenta di Kassel, ha dimostrato di essere un puledro dalle grandi performance. Figlio di un ingegnere, quattro fratelli, un trasloco ogni tre anni nell’infanzia, ha deciso nell’età adulta di non muoversi più dalla Germania se non per brevi periodi. Si è formato a Düsseldorf con maestri come il pittore eclettico concettuale Gehrard Richter e il teorico Benjamin Buchloh e ha proseguito su di una strada tutta sua, prendendo da artisti come Daniel Buren, Niele Toroni e Mario Merz l’abbandono dello stile individuale. Sul professionismo della tecnica vince un felice senso dell’improvvisazione. Anche per questo, pur avendo frequentato l’Accademia di Düsseldorf negli anni in cui si formavano soprattutto fotografi, oscilla tra scultura in metallo, in ceramica, in legno, modelli architettonici per piazze, case, palazzi, monumenti per esterni, pittura con acquerello, stampe e fotografie. I fattori unificanti sono un senso libero della forma, da un lato, e dall’altro un grande amore per l’uomo e per la natura in tutte le loro manifestazioni, anche in quelle di visi o corpi inquietanti. Il punto che gli interessa è solo il tema che affronta volta per volta [...]» (Angela Vettese, “Il Sole 24 Ore” 28/2/2010) • Vedi anche Marco Vallora, “La Stampa” 10/5/2010.