Claudio Abate, alfalibri 10/2011, 8 ottobre 2011
«La libreria Feltrinelli, in via del Babuino, è stata trasformata ieri in un bivacco beat». Ieri era il 2 marzo 1967 e C
«La libreria Feltrinelli, in via del Babuino, è stata trasformata ieri in un bivacco beat». Ieri era il 2 marzo 1967 e C. C., cronista per «Il Messaggero» di questo «spettacolo di tono avanguardistico», non poteva sapere che l’anno dopo sarebbe stato il ’68, anzi il Sessantotto, e che di simili «bivacchi» si sarebbe riempito tutto il mondo occidentale. Ma registrava con compunta ammirazione l’ambaradan messo su da Achille Perilli e Nanni Balestrini per il lancio della rivista «Grammatica/Teatro». Dodici ore filate, dalle nove del mattino alle nove di sera, di «testi, regie, musiche, film, happening, proiezioni, nastri elettronici, canzoni, poesie», in uno spazio - appunto la Feltrinelli di via del Babuino - trasformato «all’insegna di Rauscenberg (sic), in quanto i copertoni di automobili ti circuivano da tutte le parti, diventando dei veri trabocchetti per le numerose ragazze che tentavano di aprirsi un varco nella calca» (e «a onor del vero, dobbiamo dire che raramente si era visto a Roma un pubblico cosi vario, cosi cosmopolita e così curioso»). C’erano, quel giorno, rutti - o per lo meno tutti coloro che a Roma facevano allora sperimentazione a teatro, al cinema, nell’arte, in poesia: Sylvano Bussotti e Castone Novelli e Giordano Falzoni e Valenrino Orfeo e Elio Pagliarani e Manuela Kustermann e Alvin Curran e Giuseppe Chiari e Alfredo Giuliani e Mario Ricci e Giancarlo Nanni e Alberto Grifi e Alberto Arbasino (che però, riferisce C. C., «entrato nella sala, ha fatto il gran rifiuto», dicendo che «lui avrebbe preferito delle scenografie solide, costruite, geometriche, e non delle scenografie mobili, cangianti, cadenti»). E naturalmente c’era Claudio Abate, che non aveva più di ventiquattr’anni, ma fotografava da quando ne aveva sedici, era stato assistente di uno dei fondatori dell’agenzia Magnum, Eric Lessing, e che, soprattutto, aveva già avviato un confronto ravvicinato, quasi intimo, con tanti protagonisti della scena artistica e teatrale italiana, da Schifano a Carmelo Bene. Un confronto che proseguirà nel tempo e che farà dei suoi scatti qualcosa di più di semplici testimonianze: tasselli insostituibili di un’epoca e della sua arte.