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 2011  ottobre 07 Venerdì calendario

Il foglio giallorosso spilla agli italiani un milione di euro - Non bastavano i giornali di partito

Il foglio giallorosso spilla agli italiani un milione di euro - Non bastavano i giornali di partito. A succhiare soldi dalla mammella statale ci sono pure i giornali di curva. Come Il Ro­manista , insolito caso (loro dicono addirit­tura unico al mondo) di quotidiano sporti­vo dedicato ai tifosi di una sola squadra, la Roma. Al foglio, nato nel 2004 e da allora in edicola con alterne fortune (e anche sei mesi di chiusura nel corso del 2009), sono andati nel 2010, ma in riferimento all’an­no precedente, 938.811,65 euro in base al­la legge 250 del 1990, che prevede contri­buti statali per i quotidiani editi da coope­rative di giornalisti. Il tutto per relazionare i fan della Maggica sugli allenamenti di Totti e le mitraglie di Osvaldo. La notizia era lì da tempo: il nome del quotidiano edito dalla società cooperati­va «I Romanisti» e diretto da Carmine Fo­tia, è ben in vista nel file messo regolarmen­te in rete sul sito del governo ( http://www. governo.it/DIE/dossier/contributi_edito­ria_ 2009/contributi1.pdf ). Ma ad accor­gersene ha dovuto pensarci un sito di tifosi juventini ( tuttojuve.com ), che classifica la notizia come «clamorosa» e commenta: «Giusto o no in un momento di crisi? Deci­detelo voi. Come direbbe Totò: e io pago!». La notizia è subito rimbalzata su altri siti di tifosi bianconeri, come vecchiasignora. com , i cui frequentatori, inutile dirlo, sono tutt’altro che contenti di constatare che un rivolo delle tasse da loro versate finisce per irrigare una pubblicazione dedicata a una tifoseria tradizionalmente avversa­ria. E infatti i commenti si sprecano: «Se quello pseudo-giornale vuole esistere, de­ve farlo a spese dei romanisti, e non mie (nostre)», scrive uno. «Fogliaccio indegno di esistere alla pari di centinaia d’altri.Via i contributi statali agli escrementi. Chi fa buon giornalismo, vende e sta sul mercato gli altri tutti falliti», si sfoga un altro. Natu­ralmente anche i cugini laziali si interessa­no alla notizia, e i commenti sono ancora più pesanti: «Tutti in medicine», si augura un utente del forum di lazio.net. «Scadu­te », precisa un altro. Un terzo, che si firma Stralazio e che chiama il quotidiano giallo­rosso «l’onanista»,si è preso la briga di ap­profondire, andando sul sito del quotidia­no e scoprendo che la redazione «è compo­sta da 9, dico 9 persone... 900000 diviso 9 = mica scemi». E spiega: «A loro non è mai in­­teressato vendere copie, hanno solo sfrut­tato una legge assurda. Hanno fatto un in­vestimento, ossia hanno stampato miglia­ia di copie per anni e adesso magnano i contributi. Ho detto copie stampate per­ché è proprio lì il trucchetto. Non serve venderle, ma stamparle». Il tifoso laziale mette il dito nella piaga. Il Romanista (tiratura ufficiosa 20mila co­pie, diffusione altrettanto ufficiosa 13mi­la) non commette naturalmente alcun ille­cito a beneficiare di quasi un milione di eu­ro presi dalle tasche di cittadini di ogni fe­de calcistica. Semplicemente approfitta della già citata legge 250 del 1990, che rego­la le «provvidenze per l’editoria»e che nel­­l’articolo 3 stabilisce che i quotidiani editi da cooperative giornalistiche, per accede­re ai contributi, che comunque non posso­no superare il 50 per cento dei costi, devo­no essere editi da almeno tre anni, avere entrate pubblicitarie inferiori al 30 per cen­to dei costi, avere un bilancio certificato e una diffusione pari ad almeno il 40 per cen­to della tiratura complessiva in caso di te­stata locale, quale Il Romanista è. Quindi, in termini legali è tutto ok. Se poi le casse statali sono in rosso, ci vuol poco perché si­ano anche in giallorosso.