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 2011  ottobre 07 Venerdì calendario

Quante strane coincidenze nelle telefonate pm-De Magistris - I contatti telefonici fra l’ex pm Luigi De Magistris e l’allora pm salernitanoGabriellaNuzzi- chein un paio di procedimenti indagava su di lui e contemporaneamente, inunaltro, losentivacomeparteof­fesadalpresunto «complotto»ordi­to ai suoi danni- sono documentati dal gip di Perugia che ha archiviato le accuse alle toghe campane: «I magistrati della procura di Saler­no, segnatamente i coassegnatari Versani e Nuzzi, se da un lato erano titolari di procedimenti iscritti a ca­rico del dottor Luigi De Magistris, originati da denunce contro di lui presentate per atti e comportamen­ti tenuti quale­pm titolare dei proce­dimenti Poseidone e Why Not, dal­l­’altro avevano avviato un procedi­mento penale originato dalle stes­se denunce presentate questa vol­ta dal do­ttor De Magistris contro co­loro cui egli addebitava di aver ordi­to una sorta di complotto volto a de­legittimarlo »

Quante strane coincidenze nelle telefonate pm-De Magistris - I contatti telefonici fra l’ex pm Luigi De Magistris e l’allora pm salernitanoGabriellaNuzzi- chein un paio di procedimenti indagava su di lui e contemporaneamente, inunaltro, losentivacomeparteof­fesadalpresunto «complotto»ordi­to ai suoi danni- sono documentati dal gip di Perugia che ha archiviato le accuse alle toghe campane: «I magistrati della procura di Saler­no, segnatamente i coassegnatari Versani e Nuzzi, se da un lato erano titolari di procedimenti iscritti a ca­rico del dottor Luigi De Magistris, originati da denunce contro di lui presentate per atti e comportamen­ti tenuti quale­pm titolare dei proce­dimenti Poseidone e Why Not, dal­l­’altro avevano avviato un procedi­mento penale originato dalle stes­se denunce presentate questa vol­ta dal do­ttor De Magistris contro co­loro cui egli addebitava di aver ordi­to una sorta di complotto volto a de­legittimarlo ». Se così stanno le cose c’è da ragio­nare sull’opportunità di tali, inten­se, frequentazioni telefoniche che il gip di Perugia, lo ripetiamo, non ha ritenuto meritevoli di uno sfogo processuale. Al contrario, le tante «vittime» di De Magistris, alla pri­ma occasione utile (l’udienza del 27 ottobre a Salerno dove l’ex pm si ècostitutopartecivile) sonopronte a sollevare il problema e chiederne conto al diretto interessato. Perché scorrendo i tabulati esaminati dai carabinieri di Roma e incrociando date e orari delle telefonate e degli sms con le attività di indagine del­l’epoca della procura salernitana con quella catanzarese, vogliono capire il motivo di quel rapporto co­sì stretto e fare luce sulle «coinci­denze » fra lo scambio di informa­zioni fra i due ( 517 telefonate, centi­naia di sms, due al giorno di media nei nove mesi monitorati) e alcuni importanti atti di indagine. Una «gestazione» telefonica- annotano i carabinieri - che inizia il 4 giugno con due sms spediti da «D» (De Ma­gistris) a «N» (Nuzzi) e finisce alle 19 in punto del 25 marzo 2009 con l’ultima chiamata partita dal cellu­lare dell’esponente Idv. Probabil­mente è una coincidenza, ma già il 4 giugno è una data cruciale. È il giorno in cui Nuzzi e company se da un lato annunciano di voler chie­dere l’archiviazione per De Magi­stris indagato per calunnia, abuso d’ufficio e rivelazione di segreto in seguito alle denunce di personaggi coinvolti in Why Not, Poseidone e TogheLucane,dall’altrononsmen­tiscono l’indiscrezione sull’altra faccia delle indagini, nata dagli esposti firmati dal pm catanzarese contro coloro che, a suo dire, aveva­no tentato di esautorarlo da indagi­ni «scomode». Sempre quel giorno laprocurageneralediCatanzarori­spon­deva picche alla richiesta di ac­quisizione atti avanzata da Saler­no, con ciò innalzando il livello di tensione tra i due distretti giudizia­ri. Tre giorni dopo, infatti, scoppia la bomba.Esce la notizia degli inda­g­atieccellentinell’inchiestaaffida­ta a Nuzzi - parte offesa De Magi­stris - ritenuti responsabili, per la procura di Salerno, del «clima di ostilità che si sarebbe creato intor­no a De Magistris». Sott’inchiesta magistrati, giornalisti e politici in due diversi filoni. Verso sera si riatti­va il filo rosso tra l’indagato/parte offesa De Magistris e il «suo» pm Nuzzi, che manda un sms alle 18.59, ottenendo in risposta due messaggini otto minuti dopo. A giu­gno i contatti continuano intensa­mente. Un giorno a caso: il 13 giu­gno è in calendario l’interrogatorio del pm Bruni, il flusso è unilaterale: tre sms in pochi secondi partono dal cellulare di De Magistris, che poi alle 10.41 telefona alla «colle­ga ». Il 25 giugno i contatti sono otto. Il 28, mentre le agenzie annuncia­no la pross­ima decisione della Cas­sazionesullaconfermadeltrasferi­mento d’ufficio per De Magistris, i carabinieri annotano uno scambio di sms. Ma sono tante le sovrapposi­zioni, probabilmente «casuali», tra atti d’indagine e contatti telefonici. Idem a luglio, quando l’ex pm vie­ne interrogato cinque volte. Il pri­mo arriva la conferma della Supre­maCorte( «DeMagistrisvatrasferi­to ») e la notizia che due indagati di «Toghe lucane» si oppongono al­l’archiviazione per l’ex pm. Tre mi­nuti dopo il take Ansa ( 12.55) il futu­ro sindaco manda un sms alla Nuz­zi, che tra l’altro l’indomani deve in­terrogarlo. La Nuzzi poi lo chiama per due minuti e mezzo alle ore 13. Alle 18.11 De Magistris richiama. Ma l’elenco prosegue fino a marzo 2009. Le telefonate evidenziate dai carabinieri ricalcano, sarà un caso, i calendari delle audizioni in procu­ra. Il pm Facciolla viene ascoltato il 22 luglio dalla Nuzzi che alle 17.30 chiama due volte De Magistris. A settembre la toga di Catanzaro sfila dicontinuonegliufficigiudiziarisa­lernitani. Di pari passo proseguo­n­o per l’autunno sms e chiacchiera­te con la titolare delle indagini, che insistono ancor più in autunno. Una delle utenze di De Magistris monitorate nelle indagini, solo a ot­tobre, è in contatto con la Nuzzi 52 volteinventigiornidiversi, conpic­chi di otto contatti il 24 e cinque il 27, data di uno degli interrogatori dell’ex pm. Anche a novembre ol­tre 60 contatti. A dicembre,il 2,l’in­chiesta vive il momento di maggio­re attrito fra le procure di Salerno e Catanzaro con la perquisizione or­dinata dalla prima negli uffici della seconda. Quella mattina, rilevano i carabinieri, «D» chiama «N» alle 10.29 e altre due volte in serata, 19.26 e cinque minuti dopo, quan­do di lì a poco «N» ricambia. Sarà pure vero che questa piog­gia di contatti, monitorati dai cara­binieri, testimonia solo un rappor­to che fra i due diventa a un certo punto «informale», per dirla col gip di Perugia. Informale, dunque, ma anche poco ortodosso e di dubbia opportunità. È passibile di querela domandarsi se forse non era il caso di trovare un momento migliore per fare «amicizia», magari lonta­no da scontri fra procure, inchieste aperte, interrogatori e perquisizio­ni in corso? Il Csm, il primo dicem­bre del 2009, ha sanzionato la Nuz­zi togliendole 6 mesi di anzianità e trasferendola, con motivazioni in­teressanti, anche alla luce di quan­to appena visto: «Si ritiene di desti­nare i dottori Nuzzi e Verasani an­che ad altra funzione. Ciò perché nella funzione di pm non sono riu­sciti a mantenere il necessario di­stacco dalle vicende trattate, ma si sono fatti coinvolgere oltre il con­sentito dalle vicende di una parte. E ciò senza usare la necessaria dili­genza e professionalità per filtrare e resistere alle sollecitazioni della stessa».