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 2011  ottobre 12 Mercoledì calendario

L’ALGORITMO ACCHIAPPAEVASORI

(Intervista a
Ci mancava solo il finto povero in Porsche. Uno degli ultimi casi di clamorosa evasione fiscale è stato scoperto all’Università di Padova: un giovane, con borsa di studio a causa del grado di povertà della famiglia, risultava finanziariamente così malmesso da ottenere l’esenzione dalle tasse universitario. Ma poi usava la Porsche dei genitori per recarsi a lezione. Non solo, se ne vantava. Così sono stati i suoi stessi compagni di corso a segnalare la «furbata» alla Guardia di finanza, che ha verificato centinaia di posizioni di studenti che godono degli aiuti per indigenza.
Un caso isolato? Tutt’altro. Tra gli effetti dell’enorme evasione fiscale c’è quello che spesso gli aiuti dello stato sociale finiscono proprio ai furbi che riescono ad aggirare i parametri dell’Isee (indicatore della situazione economica equivalente), la cui formula risale al 1998. Secondo il rapporto 2011, ci sono state oltre 7 milioni di denunce Isee, per un totale di oltre 18 milioni di cittadini che a vario titolo ricevono agevolazioni: e i controlli non superano il 10 per cento del totale «In un comune emiliano di oltre 50 mila abitanti, da una verifica a campione delle dichiarazioni per le case popolari è emerso che nel 40 per cento dei casi la dichiarazione dei redditi era stata contraffatta» racconta Pierluigi Saccardi, vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia. Così è stato messo a punto un nuovo strumento, l’Equometro, basato su un algoritmo che tiene conto di alcuni indicatori dello stile di vita per determinare il diritto o meno alle erogazioni agevolate di servizi pubblici.
«Oggi tutte le amministrazioni che erogano welfare utilizzano l’Isee, che tiene conto di reddito e patrimonio» aggiunge Saccardi. «Io posso dimostrare matematicamente che è iniquo, dato che considera solo i redditi emersi e non, per esempio, il fatto che il contribuente possieda o abbia la disponibilità di una Porsche Cayenne».
Ma come funziona l’Equometro? Oltre al reddito, occorre dichiarare il possesso o la disponibilità di autoveicoli e di natanti; inoltre si considerano gli abbonamenti a palestre, centri benessere, giornali, riviste, pay-tv, partite di caldo allo stadio; poi l’algoritmo esamina la tipologia di abbonamento al cellulare e, soprattutto, calcola il possesso di immobili al valore commerciale e non catastale. «Data la crisi, abbiamo valutato con la Nomisma di applicare uno sconto del 10 o 15 per cento sul prezzo del mattone. In ogni caso, si deve considerare non solo il possesso ma anche la disponibilità del bene, con l’obiettivo di togliere i sussidi a chi sta facendo il furbo dandoli a chi ne ha effettivamente bisogno» spiega Saccardi. Inoltre l’Equometro chiederà anche il riassunto scalare del conto corrente, «per evitare che la gente svuoti il conto e presenti solo il saldo».
Il progetto del nuovo strumento ideato dal vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia è disponibile anche su www.eroifiscali.it. «Il sito è stato preparato a Ferragosto con un mio amico ed è costato appena 90 euro, che ho pagato volentieri» vanta Saccardi. «Fàccio politica per passione, il mio lavoro è la consulenza finanziaria e sono uno dei 600 mila eroi fiscali italiani con reddito dichiarato di oltre 90 mila euro l’anno».
L’Equometro di Saccardi (48 anni, aderente al Pd e proveniente dalla Dc di Benigno Zaocagnini) a fine ottobre sarà operativo a Reggio Emilia: i cittadini in regola con i parametri potranno avere una consulenza gratuita dagli ordini professionali di avvocati, consulenti del lavoro e commercialisti per verificare le cartelle esattoriali, i finanziamenti in essere, le cessioni del quinto dello stipendio. E altri enti locali hanno già manifestato l’interesse per il nuovo strumento: le province di Bologna e di Roma, i comuni di Firenze e Milano, il cui city manager Davide Corritore ha programmato un incontro con gli amministratori reggiani.
Il problema è che però anche questo nuovo meccanismo si basa, come l’Isee, sull’autocertificazione: e se uno mente? «In un piccolo paese» obietta Saccardi «lo si scopre facilmente; in un comune oltre i 15 mila abitanti è più difficile, serve soprattutto come moral suasion». Conferma Roberto Della Rovere, sindaco pd di Cesate, centro di 13 mila abitanti alla periferia di Milano, che dice a Panorama: «La proposta dell’Equometro è un ottimo spunto di riflessione, inviterò la mia giunta a rifletterne e a stabilire un contatto con la Provincia di Reggio Emilia». A metà settembre Cesate è stata al centro di una polemica, quando il sindaco ha tagliato la mensa scolastica a 27 bambini le cui famiglie non avevano pagato la retta. Una misura severa di cui Della Rovere non è pentito: «Gli iscritti alla refezione per l’anno scolastico 2010-2011 erano 840, di cui 125 appartenenti alle fasce sodali agevolate e 715 a tariffa piena. In marzo avevamo 43 mila euro d’insoluto: abbiamo più volte contattato le famiglie, poi a settembre abbiamo preso la decisione drastica verso gli insolventi, concedendo però anche dilazioni di pagamento. Ora l’insoluto è sceso a 7.325,67 euro».
Insomma, le pubbliche amministrazioni le stanno provando tutte per recuperare l’evasione e l’Equometro può essere uno strumento utile. Anche se ci sono alcuni dubbi: se una persona ha un basso reddito e ciò nonostante va in giro con l’iPhone e fa l’abbonamento alla pay-tv. non è ideologico punirlo? «Questo è un comportamento diffuso, la gente ama gli status symbol. Noi diciamo al cittadino: se vuoi un tenore di vita alto, fa’ pure, ma poi non venire a chiedere le agevolazioni al welfare; se chiedi una prestazione ti verifico, se non chiedi non ce problema» risponde Saccardi, sostenendo che «comunque questo strumento è un modello elastico: ogni amministrazione può determinare i suoi parametri».
La prima applicazione del nuovo algoritmo avverrà nelle aziende case popolari dell’Emilia-Romagna, che hanno già deliberato di utilizzare l’Equometro, anziché l’Isee, per rivedere i canoni. «È giusto che due pensionati senza figli, con 3 mila euro complessivi di pensione e una tv a schermo piatto da 2 mila euro, abbiano una casa popolare da 140 metri quadrati a 38 euro al mese? È un caso vero, che conosco personalmente: con l’Equometro pagheranno un affitto più alto» avverte Saccardi.