Maurizio Maggi, l’Espresso 7/10/2011, 7 ottobre 2011
SORPASSO TUTTI CON LA BATTERIA
L’alleanza Renault-Nissan vuole vendere un milione e mezzo di auto elettriche da qui al 2016". Thierry Koskas, gran capo del progetto elettrico Renault, non ha dubbi. L’auto a emissioni zero è l’unica vera, praticabile risposta alle esigenze della mobilità sostenibile. Finora l’auto a batteria è rimasta confinata in una micro-nicchia. Nei primi sei mesi del 2011 in Italia ne sono state immatricolate 103 e i tedeschi, i più sensibili d’Europa alla vettura verde, ne hanno comprate poco più di mille. Ma a Parigi la fiducia nelle potenzialità dell’elettrico è incrollabile. D’altronde Renault, insieme agli alleati di Nissan, è l’unico grande gruppo delle quattro ruote ad aver scommesso una fiche pesantissima sul tavolo verde, 4 miliardi di euro, mentre altri produttori sono ancora in fase d’avvio, o lasciano il progetto nel cassetto.
Signor Koskas, cominciate a proporre al pubblico, in diversi paesi europei tra cui l’Italia, la gamma Z.E. (Zero emissioni), cioè le versioni elettriche di auto esistenti più due modelli che nascono solo elettrici come Twizy e Zoe. Quanto avete speso e in quanto tempo contate di rientrare dall’investimento?
"I tempi per ammortizzare i costi di queste auto sono simili a quelli necessari per le macchine con il tradizionale motore termico. L’alleanza sta investendo 4 miliardi di euro e la fetta più grossa ce la mette la Nissan, perché è Aesc, joint-venture tra Nissan e Nec, a sviluppare e produrre le batterie agli ioni di litio. Che ora vengono dal Giappone, ma presto saranno costruite anche in Francia, Inghilterra, Portogallo e Usa. Con una capacità produttiva globale di 475 mila batterie l’anno".
Per avere successo con l’auto elettrica ritiene più importanti gli incentivi all’acquisto o i divieti alla circolazione per i veicoli tradizionali, per esempio nei centri storici?
"In una prima fase, gli aiuti per l’acquisto sono fondamentali, perché inizialmente il costo dell’elettrica sarà sensibilmente superiore a quella dell’auto normale. In seguito il costo diminuirà per le economie di scala, e gli incentivi pubblici saranno meno importanti. E crescerà il peso dei divieti per le le auto tradizionali".
Pensate che potranno imporsi anche le auto elettriche per i lunghi viaggi? Per andare da Roma a Milano, per esempio?
"Si prevede, negli anni, un aumento dell’autonomia delle batterie, che potrà anche raddoppiare rispetto agli attuali 150 chilometri. Oggi, però, l’unica via per pensare alle lunghe percorrenze è la sostituzione delle batterie, opzione che adotteremo entro fine 2012 in Israele e Danimarca in una serie di apposite stazioni di servizio. È questa l’unica strada ipotizzabile, perché anche quando sarà praticabile il sistema della ricarica rapida richiederà comunque mezz’ora di tempo".
Il meccanismo della sostituzione della batteria è realizzabile anche in grandi Paesi come Italia e Francia?
"È molto più facile in piccoli Stati. Però in Australia stiamo lavorando per introdurla nelle grandi città. L’eventuale estensione a grosse nazioni va studiata nei dettagli per valutarne le potenzialità".
State cominciando a piazzare le colonnine nei parcheggi dei supermercati in Francia. Pensate anche all’Italia?
"I centri commerciali sono una location ideale perché ci si va in macchina e si sta circa un paio d’ore. Lo potremmo fare anche in Italia".
Come state agendo in Francia?
"Con la catena Leclerc c’è l’intesa per attrezzare 50 centri commerciali quest’anno e 150 l’anno prossimo: con una decina di colonnine per supermercato".
Sarà più semplice trovare intese con i big dell’energia come Enel e A2a in Italia, oppure con le società petrolifere?
"La nostra prima scelta è collaborare con le società energetiche. Tuttavia, le compagnie petrolifere sono importanti perché hanno reti capillari, anche nei centri cittadini. Infatti, in Francia, Total è già coinvolta nel progetto pilota che abbiamo avviato e sono in corso trattative con altri marchi della benzina".
E l’auto ibrida, avete deciso di snobbarla?
"Oggi non è una priorità. L’ibrido è una tecnologia cara, avendo bisogno di più motori, e in termini ecologici non porta grandissimi vantaggi". n
Verso aiuti bipartisan
Comincia il tour italiano delle auto elettriche Renault, che tocca Milano (10/12 ottobre), Firenze (15/17) e Roma (20/23). Prenotandosi, i cittadini possono guidare le vetture Z.E. (Zero emissioni) della casa francese. Nello stesso periodo dovrebbe iniziare in parlamento la discussione del disegno di legge bipartisan che prevede: 5 mila euro di incentivi all’acquisto; finanziamenti per realizzare strutture di ricarica pubbliche e nei condomini; obbligo di installare colonnine nei nuovi edifici; agevolazioni alle aziende che usano auto elettriche. Senza aiuti, l’auto verde non parte.