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 2011  ottobre 07 Venerdì calendario

La nave sta affondando, e si distribuiscono gli ultimi salvagenti, agli amici naturalmente: basta aver fatto tanti anni fa jogging con il premier, quando ancora le sue ginnastiche erano innocenti, per essere ricompensato con l´incarico culturale più prestigioso non solo dell´Italia ma anche d´Europa: la presidenza della Biennale di Venezia

La nave sta affondando, e si distribuiscono gli ultimi salvagenti, agli amici naturalmente: basta aver fatto tanti anni fa jogging con il premier, quando ancora le sue ginnastiche erano innocenti, per essere ricompensato con l´incarico culturale più prestigioso non solo dell´Italia ma anche d´Europa: la presidenza della Biennale di Venezia. L´uomo dei dati di ascolto e della pubblicità approda alla Biennale di Venezia. Ieri il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha designato Giulio Malgara, già ai vertici dell´Auditel e dell´Upa (Utenti Pubblicità Associati) alla presidenza della celebre istituzione, sostituendo di fatto Paolo Baratta. Una scelta politica, segnata dai rapporti del neo-designato con Berlusconi, che non piace quasi a nessuno. "Decisione sbagliata", è stata la pesante bocciatura del sindaco di Venezia Orsoni. Ma anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia è dissenziente. Molte le proteste dal mondo della cultura. La nomina avverrà dopo la consultazione, non vincolante, degli enti locali e delle commissioni Cultura di Camera e Senato. Passato quel vaglio, verrà ratificata dal Consiglio dei ministri entro dicembre. Un ostacolo sul cammino potrebbe essere, appunto, Luca Zaia: è nel cda della Biennale, non ha buoni rapporti con il ministro e in più, come Francesca Zaccariotto alla guida della Provincia di Venezia, è un grande sostenitore dell´attuale presidente della Biennale ("Baratta per sempre" è un titolo della Padania di qualche giorno fa). Ma intanto Galan ha messo la firma sulla contro-rivoluzione: finisce l´era di Baratta, il cui mandato iniziato nel 2008 scade il 18 dicembre, e inizia quella di Giulio Malgara. Il ministro ieri ha persino ringraziato il presidente uscente per «i successi conseguiti». Che evidentemente non sono bastati. Alla Biennale, dove ieri, prima della notizia festeggiavano il +13 per cento di visitatori della mostra d´arte rispetto al 2009, fanno quadrato attorno a Baratta che preferisce non parlare. Dopo l´incremento dei biglietti venduti anche per la Musica e la Danza, dopo la pagina di elogio del Financial Times ("Pronto per il successo" era lo strillo, nel maggio scorso) e dopo l´appello per la proroga del mandato sulla rivista online Artribune (che ora titola "Spoil system del nostro Stivale"), la mancata conferma di Baratta non viene commentata. Nemmeno da Marco Müller, reduce da una buona Mostra del cinema ma piuttosto incerto sul suo futuro ai vertici. Il malumore di tanti è però evidente, soprattutto per la tempistica e la modalità scelte dal Mibac: la consuetudine, in questi casi, voleva che ci fossero, prima della nomina, incontri preventivi con il cda ancora in carica per due mesi. E infatti dice Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia e vicepresidente della Biennale: «Non c´è ancora nessuna nomina. L´indicazione di Malgara è un desiderio di Galan che mi trova dissenziente. Gliel´ho anche detto al ministro: la sua è una scelta dettata da motivi personali. Malgara non ha mai avuto interessi nel settore della cultura. Non è adeguato, non ha le caratteristiche per portare avanti l´ottimo lavoro svolto da Baratta in questo quadriennio. Il fatto che sia veneziano non è sufficiente». Massimo Cacciari non usa giri di parole: «È l´ennesima prova che il sistema è marcio: i politici devono cessare di nominare persone ai posti di responsabilità, alla Biennale come alla Rai. Bisogna innanzitutto combattere la modalità con cui vengono fatte le nomine e liberalizzare, procedere ai concorsi come nelle soprintendenze. Poi, nel caso specifico, da sindaco mi sono battuto per Baratta ai vertici della Biennale e anche Galan, quando era presidente della Regione Veneto, ne riconosceva i meriti: lui è stato il nostro candidato comune. Galan dovrebbe spiegare perché ora Baratta va sostituito. Perché ritiene che Malgara sia migliore? Perché è amico di Berlusconi?». Il rettore dell´Università Iuav di Venezia e membro del cda della Biennale Amerigo Restucci spiega: «Sono molto sorpreso. Ci dovrebbe essere una reazione seria contro questa nomina. Baratta ha restaurato sedi storiche come Ca´ Giustinian, ha messo eccellenze internazionali alla guida dei settori della Biennale e a tutto questo oggi si dice "arrivederci". Magari almeno si poteva pensare a un uomo di cultura per sostituirlo». Ironizza, invece, su un gioco di simmetrie Vittorio Sgarbi: «Malgara è un candidato di aerea governativa e viene nominato, se non alla fine, nell´ultimo periodo del governo di centrodestra. Così come Baratta era stato nominato da Rutelli alla fine della stagione del centrosinistra. Galan è riuscito nell´impresa in cui Bondi ha fallito: mandar via Baratta». Intanto, l´uomo della pubblicità ha saputo della sua designazione mentre era lontano dall´Italia per lavoro: «Adesso ci sarà molto da fare – ha detto Malgara –. Affronterò questa sfida con grande passione, perché da sempre sono molto legato a Venezia. Nella mia vita, ho fatto e visto tante cose». Poche, però, legate alla cultura. *** Commento della Aspesi Via Paolo Baratta, che ha ricoperto l´incarico dal 1998 al 2001 e poi dal 2008 alla fine di quest´anno, entra Giulio Malgara, che pur non essendosi mai occupato né d´arte contemporanea, né di cinema, né di architettura, né di teatro, né di musica e neppure di danza, le sei sezioni della Biennale, ha un fiammeggiante curriculum culturale: sin dall´inizio della sua luminosa carriera, si è occupato con grande successo di calzature, di alimenti per cani e gatti, di olio di mais, della bevanda dello sport, di acque minerali, di pasta liscia e ripiena, di prodotti da forno senza glutine. Comunque la presidenza è una sua vocazione, infatti è stato presidente (adesso onorario) dell´Upa, (utenti pubblicitari associati) e lo è dell´Auditel, da lui fondato. Nominato dal ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, il neopresidente della Biennale si è espresso con grande finezza intellettuale, dichiarandosi onorato, «perché da sempre sono molto legato a Venezia». E soprattutto al Cavaliere, che in passato non era riuscito a farlo nominare presidente della Rai ma ora, con Galan, gli ha assicurato la Biennale, tanto non deve averne mai visto una in vita sua, tanto forse da ritenerla non diversa da gestire di uno spot televisivo. «Ci sarà molto da fare», ha annunciato dall´estero Malgara. Però il suo predecessore ha già fatto moltissimo, oltre a ridursi lo stipendio della metà (ma Malgara magari ne farà a meno del tutto), soprattutto per la sezione d´arte contemporanea, che quest´anno si è autofinanziata per il 90%. Il successo della 54° edizione è stato grandioso e si conta che alla sua chiusura in novembre i biglietti venduti saranno 400mila. I visitatori delle mostre d´arte contemporanea e di architettura, durante l´ultima presidenza Baratta sono stati più di un milione. È stato Baratta a raddoppiare i luoghi espositivi acquisendo le meravigliose Corderie dell´Arsenale, restaurando l´incantevole Giardino delle Vergini, moltiplicando i paesi espositori, incaricando come direttori personalità di fama mondiale e quindi per forza stranieri. La città diffidente ha ceduto al suo entusiasmo, la Regione a presidenza leghista ha apprezzato la sua capacità di attirare i giovani con un lavoro sul territorio. Il sindaco Giorgio Orsoni (centrosinistra) si è detto costernato al pensiero del dottor Malgara che traffica con le grandi istituzioni mondiali d´arte, perché «è persona inadeguata». Ma a parte la distribuzione a vanvera delle poltrone, Baratta è considerato dal governo un fastidio: per essere stato nominato la prima volta da Veltroni, la seconda da Rutelli, ministri di governi di centro sinistra. Per essere fastidiosamente preparato in tempi in cui l´incompetenza è indispensabile: infatti è laureato in ingegneria ed economia (a Cambridge), è stato tre volte ministro, sta dentro varie banche e purtroppo, come del resto ha riconosciuto Galan, è stato bravissimo. Malgara però tra gli altri meriti, ha quello, secondo il libro L´arbitro è il venduto, di Giulio Gargia, di essere stato un gentile testimone durante il famoso processo All Iberian, 2001.