MARINA CAVALLIERI la Repubblica 7/10/2011, 7 ottobre 2011
L´ANNO RECORD DELL´ARTE BASTA METE ESOTICHE GLI ITALIANI TORNANO AL MUSEO - ROMA
Musei, monumenti, siti archeologici. E poi il Caravaggio a Roma, Dalì a Milano, la Biennale a Venezia. Anche se i finanziamenti mancano e gli enti boccheggiano, l´Italia si conferma la meta internazionale prediletta per l´arte, e gli italiani, anche se assediati dalla crisi, sempre più curiosi di cultura.
L´analisi è del centro studi del Touring club che rivela come nel 2010 sia stato raggiunto il massimo storico di visitatori. Sono state 37,4 milioni le persone che hanno varcato la soglia di musei, monumenti, aree archeologiche statali e i guadagni alle biglietterie sono tornati a crescere dopo un biennio di calo facendo registrare il secondo valore più alto di sempre dopo il 2007: 104,5 milioni con una variazione rispetto al 2009 del 7,7 per cento. Tutti in fila anche per le mostre, in cima alla classifica del 2010 c´è il Caravaggio presso le Scuderie del Quirinale, la mostra blockbuster del pittore che "seppe dare la luce al buio".
È il turismo culturale, ma non si pensi che comprenda solo un catalogo scolastico, dagli Uffizi al Colosseo, è invece un tipo di consumo che cambia target e pubblici, si trasforma. E vede spesso i giovani in prima fila. Molti sono incentivati dalle scuole ma anche nella fascia d´età 20/24 anni si registra un picco consistente (il 34,3% ha visitato musei e mostre nel 2010).
«Il turismo culturale non può più essere considerato minoritario», spiega Franco Iseppi, presidente del Touring Club. «È un fenomeno in espansione che s´inserisce in una trasformazione del turismo più generale. Se un tempo c´era l´interesse quasi esclusivo per l´"Heritage", il patrimonio storico, il bene unico ed eccezionale, oggi si afferma un "turismo creativo" che mette al centro l´esperienza e un approccio più attivo con i luoghi di cui si cerca di conoscere tutto, dall´arte all´artigianato, dalla cucina alle tradizioni locali. Oggi possiamo parlare di culture e non di cultura».
Nuovi consumi e curiosità. «Sicuramente c´è un desiderio più diffuso di cultura, le mostre, per esempio, hanno un pubblico prevalentemente italiano», commenta Claudio Strinati, storico dell´arte, ideatore della mostra sul Caravaggio. «Cresce il pubblico anche perché ci sono più sollecitazioni e informazioni, basti pensare che oggi una mostra viene pubblicizzata anche via radio o in televisione». Bilanci positivi e anche i numeri dei primi sei mesi del 2011 lo confermano. Crescono le presenze nelle città d´arte, a Firenze dell´8,3% rispetto lo stesso periodo dell´anno precedente e si stima che le presenze possano raggiungere il record dei 12 milioni entro l´anno. Stesse stime positive per Venezia +10% e Roma +9 %. Viaggiatori nazionali e internazionali si spostano a caccia della preziosa alchimia del made in Italy, formula che non possiedono solo le grandi città d´arte ma anche piccoli borghi come i comuni Bandiera Arancione che domenica 9 apriranno le porte a musei, proporranno iniziative culturali e gastronomiche. Sono i comuni virtuosi che tutelano i propri tesori, tagli ai bilanci permettendo.