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 2011  ottobre 06 Giovedì calendario

2 pezzi - LA VITTORIA DEL RAFFREDDORE ECCO PERCHÉ IL VIRUS OGGI CI COLPISCE DI PIÙ - ROMA - Freddo in arrivo e mezze stagioni ridotte all´osso

2 pezzi - LA VITTORIA DEL RAFFREDDORE ECCO PERCHÉ IL VIRUS OGGI CI COLPISCE DI PIÙ - ROMA - Freddo in arrivo e mezze stagioni ridotte all´osso. Il salto improvviso di temperatura è un invito a nozze per il virus del raffreddore. «Abbiamo registrato 60mila casi in Italia la settimana scorsa. E per la prossima ne prevediamo 80mila, di cui 30mila circa bambini. Picchi così improvvisi sono una novità degli ultimi anni, da quando il passaggio dall´estate all´inverno avviene in maniera brusca», spiega Fabrizio Pregliasco, il virologo dell´università di Milano specializzato in malattie di stagione. Anche schivando la prima ondata (favorita dall´apertura delle scuole e dalla convivenza in aula di 7 milioni di alunni e un milione di docenti), le probabilità di arrivare indenni alla primavera sono esigue: solo il 15 per cento delle persone riesce a schivare quello che forse è il virus più diffuso fra gli uomini. La media di raffreddori è di 2 o 3 ogni anno negli adulti e almeno il doppio per i bambini. Così era all´alba dell´umanità e così è rimasto nell´epoca della medicina iper-tecnologica. Né le vitamine, né rimedi come echinacea o zinco hanno infatti dimostrato di poter prevenire o tantomeno curare il raffreddore. Casa, sonno, suffumigi e fazzoletti in quantità sembreranno rimedi démodé da parte di una scienza medica che ci ha abituato a interventi avveniristici, ma restano gli unici a dare sollievo senza provocare effetti collaterali. Eppure solo un paio di inverni fa una ricerca pubblicata su Science annunciava il sequenziamento completo del genoma del Rhinovirus: tappa fondamentale verso la realizzazione di un vaccino o di una cura che avrebbero liberato l´umanità dal fastidio degli starnuti. «Abbiamo trovato il tallone d´Achille del raffreddore. Una terapia è finalmente a portata di mano» dichiarò alla stampa uno degli autori, Stephen Liggett dell´università del Maryland, nel gelido febbraio 2009, dando speranza ai milioni di persone che in quel momento si trovavano con il naso congestionato. E invece, niente da fare. Due anni più tardi nemmeno il bandolo della matassa è stato trovato. Di vaccini o terapie allo studio neanche l´ombra. «I virus del raffreddore sono centinaia», spiega Pregliasco. «E nessun ricercatore è mai riuscito a individuare un elemento che resti costante, che possa essere sfruttato come antigene per stimolare il sistema immunitario». Nello stesso studio che annunciava il sequenziamento del genoma di uno dei principali virus del raffreddore si spiegava che le mutazioni di questi microrganismi avvengono a ritmo vorticoso. E anche all´interno di uno stesso individuo contagiato possono convivere ceppi ampiamente diversi tra loro. Per una Big Pharma sempre attenta a bilanciare spese e ricavi, la ricerca di un farmaco contro il raffreddore resta un´equazione a troppe incognite. E tanto più lieve è una malattia da curare, tanto minori sono gli effetti collaterali ammessi dalle autorità pubbliche incaricate di dare il via libera alla commercializzazione di un nuovo farmaco. Se per frenare il fastidio restano tollerati negli adulti gli spray vasocostrittori e decongestionanti («Ma con giudizio - avverte Pregliasco - perché un uso eccessivo può causare necrosi nasale e un effetto di "rimbalzo" dei sintomi»), contro gli starnuti sciarpa e cappello restano alleati migliori della chimica. «Un abbassamento improvviso della temperatura ambientale - continua Pregliasco - blocca le ciglia che nel nostro apparato respiratorio hanno il compito di spazzare via i microbi». E per il resto abbiamo buone ragioni per consolarci: la malattia con la cura che non c´è, in fondo, è solo un raffreddore. *** "NIENTE ANTIBIOTICI AI BAMBINI PER GUARIRE MEGLIO LA VITAMINA C" - ROMA - Contro il raffreddore ci sarà anche poco da fare. Ma astenersi dall´uso dei farmaci di fronte a un bambino che fatica a respirare non è sempre facile per i genitori. Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive all´ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, conferma che i sistemi tradizionali per alleviare i sintomi restano la strada migliore. Cosa fare? «Dare cibi con vitamina C e tenere il naso pulito per aiutare la respirazione, usando anche il rimedio dell´acqua e sale. Se il raffreddore non è grave, è poi inutile chiudere il bambino in casa. Se il colpevole fosse davvero il freddo, in Scandinavia sarebbero sempre a letto». Spesso si usano gli antibiotici per paura di un peggioramento. «Non c´è davvero nessun motivo di usarli. Se il decorso è normale, non supera i 7 giorni, il naso è acquoso e le uniche difficoltà respiratorie derivano dalle vie aeree superiori, non bisogna preoccuparsi. Anche tosse e febbre leggera sono normali. Vale la pena di sentire un medico se lo sforzo respiratorio riguarda anche i polmoni e l´infezione scende nelle vie aeree più basse». (e.d.)