Antonio Dini, Il Sole 24 Ore 6/10/2011, 6 ottobre 2011
SAMSUNG CONTRO APPLE SULL’IPHONE
Ancora non è arrivato sul mercato che già rischia di essere ritirato, perlomeno in Italia e Francia. Il nuovo telefono di Apple, l’iPhone 4S, presentato martedì scorso dal nuovo Ceo dell’azienda Tim Cook e accolto con una certa timidezza dai fan in rete, dovrebbe essere commercializzato in Italia il 28 ottobre, pochi giorni dopo la Francia, che lo dovrebbe ricevere il 14 ottobre. Ma Samsung ha annunciato che chiederà al tribunale di Milano e di Parigi di bloccare la commercializzazione dello smartphone perché «Apple ha continuato a violare in modo evidente i nostri diritti di proprietà intellettuale e fa soldi impunemente con le nostre tecnologie», aprendo di fatto un nuovo capitolo in una delle più esplosive guerre commerciali degli ultimi anni.
Alleate fino a pochi mesi fa nel settore della fornitura (Samsung vende processori, memorie e display per vari modelli di computer, tablet e smartphone di Apple), le due aziende sono diventate acerrime rivali nel mercato dei dispositivi mobili: tablet e smartphone. La competizione si è intensificata soprattutto un anno e mezzo fa, quando Samsung ha dimostrato con i suoi prodotti nel settore tablet di essere una delle pochissime imprese mondiali capaci di reggere il passo con l’innovativo iPad di Apple e contemporaneamente di produrre telefoni Android paragonabili a quelli di Steve Jobs. Prodotti talmente competitivi da aver attratto l’attenzione dei legali di Apple, che hanno dichiarato di vedere palesi violazioni del design di iPad e iPhone, accusando Samsung sostanzialmente di "clonarli" in alcuni modelli di tablet e smartphone della linea Galaxy. I giudici di Olanda, Germania e Australia hanno dato ragione agli avvocati di Apple, bloccando la commercializzazione di alcuni prodotti Samsung in quei Paesi.
La risposta non si è fatta attendere. Samsung ha portato Apple in tribunale per violazione di brevetti "sostanziali" nelle tecnologie impiegate per la telefonia mobile. L’escalation non si è più fermata e il risultato è che adesso Apple e Samsung si fronteggiano nelle aule dei tribunali di tutto il mondo con 23 cause legali che pendono in nove paesi, tra i quali anche i principali mercati: Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone, Corea del Sud.
Il premio in palio è ovvio: chi vince ha via libera nel mercato degli smartphone, che vale da solo più di 200 miliardi di dollari all’anno e dove Apple con un solo telefono ha messo una ipoteca di tutto rispetto. L’iPhone infatti oggi "pesa" più del 5% del totale nel mercato degli apparecchi per la telefonia mobile in generale; un mercato che vale 1,5 miliardi di pezzi l’anno. E domina in quello degli smartphone. Secondo Gartner le vendite di iPhone crescono del 125% all’anno, contro il 74% degli altri smartphone, inclusa Samsung. E secondo le rilevazioni di Changeware per la soddisfazione degli utenti, nel mondo iPhone è leader per gradimento nel settore smartphone: piace al 70% dei suoi utilizzatori, contro il 49% di HTC, il 38% Motorola, il 34% di Lg, il 28% di Samsung, il 27% Rim e il 21% Nokia.
Pare che nei mesi scorsi lo stesso Steve Jobs si sia mosso, nonostante la malattia che l’ha portato alle dimissioni da Ceo di Apple alla fine di agosto, per cercare inutilmente di raggiungere un accordo con Samsung. La clamorosa rottura sui brevetti non impatta infatti solo sul business dei telefoni e dei tablet, ma anche sul mercato delle componenti. A Cupertino la situazione è molto chiara da tempo. E Apple starebbe infatti spostando il suo approvvigionamento da altri fornitori, soprattutto taiwanesi, provocando una potenziale perdita da almeno 2-3 miliardi di dollari l’anno a Samsung. Il ritardo nella presentazione dell’iPhone 4S, il cui lancio era previsto dagli analisti la scorsa primavera, potrebbe anche essere imputabile al bisogno di Apple di stabilizzare prima l’approvvigionamento delle componenti da parte di terzi per non fornire a Samsung la liquidità con cui continuare a far crescere la competizione e soprattutto le cause legali.