Giovanni Bignami La Stampa 6/10/2011, 6 ottobre 2011
Si alzerà questa mattina il sipario sulle liste che, all’assemblea del 22 ottobre, si contenderanno la guida della Popolare di Milano alla prima prova della governance duale
Si alzerà questa mattina il sipario sulle liste che, all’assemblea del 22 ottobre, si contenderanno la guida della Popolare di Milano alla prima prova della governance duale. Ci sarà anzitutto la compagine promossa dagli «Amici della Bipiemme» (dipendenti soci) che, a quanto sembra, avrebbero contattato per un ruolo importante anche un banchiere navigato come Pietro Modiano, prima in Unicredit, poi direttore generale a Intesa Sanpaolo e oggi presidente della Carlo Tassara. Una mossa che, secondo alcune interpretazioni, dovrebbe servire a convincere la Fisac Cgil - che due giorni fa aveva bocciato la lista che ha come investitore di riferimento Andrea Bonomi, il patron di Investindustrial che punta al 10% della banca - a cambiare idea e sostenere la compagine degli «Amici», considerando la vicinanza politica di Modiano al centrosinistra. L’alternativa, per Fisac, sarebbe l’altra lista che oggi, salvo colpi di scena, sarà resa nota. Si tratta di quella messa a punto dalla Fabi e dalla Fiba, in aperto dissenso con gli «Amici», alla cui realizzazione avrebbe dato man forte lo stesso segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. La lista punterebbe a portare alla guida della Bpm il numero uno di Sator Matteo Arpe, incerto però fino all’ultimo sul da farsi vista la profonda spaccatura tra i sindacati che renderà la campagna elettorale infuocata e l’esito dell’assemblea incerto. Restano poi i soci pensionati e i non dipendenti che potrebbero presentare una lista autonoma come appoggiare la lista Fabi-Fiba. Proprio la spaccatura del sindacato avrebbe indispettito non poco la Vigilanza di Bankitalia, il cui responsabile, il direttore centrale Stefano Mieli, ieri avrebbe espresso il suo grave disappunto al presidente della Bpm, Massimo Ponzellini. Al centro dei colloqui il ruolo degli «Amici» anche in relazione allo scandalo delle promozioni su cui il cda ha aperto un’indagine interna. Intanto la Fabi guidata da Lando Maria Sileoni ha ufficializzato ieri il commissariamento della struttura interna del sindacato in Bpm. Dallo schieramento opposto Massimo Masi, il segretario generale della Uilca che appoggia gli «Amici» e Bonomi, ha polemizzato con Fabi e Fiba. La loro dura presa di posizione «rompe di fatto il fronte sindacale in Bpm - scrive Masi - con inevitabili riflessi su tutta questa complicata vicenda», ma anche con possibili ripercussioni sulla trattativa per il contratto nazionale. Oggi i rappresentanti delle liste cominceranno a raccogliere le firme in vista del deposito ufficiale di domani. L’attuale cda, nel frattempo, ha già pensato di passare ai futuri vertici la pratica dell’aumento di capitale. La sua partenza dovrebbe slittare al 31 ottobre: sarà infatti il nuovo consiglio di gestione a deliberare le condizioni dell’operazione, che darà il via alla nuova era della tormentata popolare milanese.