ALBERTO PRIERI, La Stampa 2/10/2011, 2 ottobre 2011
Addio caldarroste Il supercaldo premia solo il mais - «Da giorni le temperature non scendono sotto i 28 gradi, così le castagne sono praticamente bollite sugli alberi e marciscono appena raccolte»
Addio caldarroste Il supercaldo premia solo il mais - «Da giorni le temperature non scendono sotto i 28 gradi, così le castagne sono praticamente bollite sugli alberi e marciscono appena raccolte». Vanni Nasi, presidente del Consorzio della Castagna Igp di Cuneo, ha i castagneti a Gambasca, tra i 600 e i 900 metri di altitudine. «La campagna è totalmente compromessa - dice -, addio caldarroste italiane». Colpa del caldo record: al Nord, le massime sono 2,7 gradi più alte della media del periodo, facendo di quest’inizio autunno il più torrido degli ultimi 150 anni, secondo la Società meteorologica italiana. Così si è ridotta del 20% la produzione di riso e pomodori, -15% per le zucche a Cremona. A ottobre i kiwi devono ancora essere irrigati, mentre cavoli e verze dovranno venire riseminati in inverno. Il sole, però, ha giovato al mais e soprattutto all’uva. Cesare Gilli, responsabile Coldiretti di Alba: «È una vendemmia a 5 stelle: grande qualità tra i rossi e bianchi, ricchi di profumi e aromi. Le quantità, però, sono scese quasi del 30% per dolcetto e barbera, ma ciò favorirà un rialzo dei prezzi». Situazione analoga in Liguria per l’olio. «Gli olivi giovani stanno patendo, mentre quelli secolari sono al limite - dice Antonio Fagiolo di Imperia -. Senz’acqua, sopravvivono sfruttando anche i loro stessi frutti, ma se la siccità permane cadranno molte olive: si farà meno olio, comunque ottimo». In Trentino, senza sbalzo termico tra giorno e notte le mele si sono «sbiadite». «Le temperature sempre alte hanno bloccato il processo di colorazione delle rosse e delle bicolore, così sul mercato varranno meno - conferma Oreste Tamarini, frutticoltore nella piana di Trento -. Le bruciature hanno colpito circa il 5% dei frutti: quelli esposti direttamente al sole hanno raggiunto internamente anche i 45 gradi». In Valle d’Aosta, invece, il caldo si è combinato con gli effetti devastanti della grandinata di fine agosto. Attilio Fassin, presidente della Cofruits di Saint-Pierre: «Le foglie seccano, i frutti sono caduti prematuramente e le piante, per reazione, hanno ricominciato a gemmare». Così la produzione di quest’anno sarà appena un terzo di quella prevista. E senza pioggia, sono spariti funghi e tartufi. Mauro Carbone, direttore del Centro studi sul tartufo di Alba, ammette che «solo quando arriverà il vero autunno si potranno trovare i tartufi: oggi sono pochi e cari». Tanto da spuntare un prezzo medio di 1.500 euro al chilo. Quotazione in aumento anche per le nocciole: +10% nella raccolta e mercato vivace, dopo il drastico calo della produzione in Turchia, colpita da forti piogge e temporali. Paolo Rovellotti, presidente di Coldiretti Piemonte: «I nostri risicoltori hanno raccolti inferiori, ma di ottima qualità e quasi senza bisogno di essicazione. Il bel tempo favorisce la presenza di turisti inglesi e americani per periodi più lunghi sul Lago Maggiore, con effetti positivi per l’economia di tutto il territorio del VerbanoCusio-Ossola».