C HIARA B ERIA DI A RGENTINE, La Stampa 1/10/2011, 1 ottobre 2011
Anna e Chiara, arte e gusto sull’asse Milano-Shanghai - Grazie a loro la camera da letto della figlia dell’emiro del Qatar è diventata un luogo incantato dalle pareti di una lucente seta solcata da un nugolo di farfalle; una ricca coppia di svedesi ha voluto trasformare un loro salotto foderandolo di seta nera dipinta - barlumi di colore nella notte calata su un intatto stagno - con luminose libellule e fantastiche gru in color blu Cina
Anna e Chiara, arte e gusto sull’asse Milano-Shanghai - Grazie a loro la camera da letto della figlia dell’emiro del Qatar è diventata un luogo incantato dalle pareti di una lucente seta solcata da un nugolo di farfalle; una ricca coppia di svedesi ha voluto trasformare un loro salotto foderandolo di seta nera dipinta - barlumi di colore nella notte calata su un intatto stagno - con luminose libellule e fantastiche gru in color blu Cina. E ancora. Un albero carico di sgargianti cachi rosso-arancio ha reso certo più bucolico il bagno di un signore di Alba mentre un industriale lumbard ha scelto per la sua sala da pranzo rami di magnolie con tanto di un usignolo appollaiato su quello più alto. «Nomi dei nostri clienti italiani? Top secret», rispondono Anna e Chiara Enrico, due sorelle - una avvocato, l’altra architetto - che, muovendosi sull’asse Italia-Cina sono riuscite a fondere due eccellenze, l’antica arte orientale della seta dipinta a mano (tecnica che risale alla dinastia Quing, XVIII secolo) con il gusto e la creatività italiana. Risultato: non solo le Enrico hanno sdoganato l’uso della carta da parati per anni considerata in Italia fuori moda ma, soprattutto, con il loro raffinati pannelli di seta (veri e propri affreschi su misura; la seta pura incollata su carta di riso viene dipinta a mano in laboratori di artisti di campagna con fiori, piante, farfalle e uccelli; colori e materiali sono naturali) hanno scoperto una nicchia di mercato di superlusso che, alla faccia della crisi e del minimalismo, sta conquistando anche le dimore più moderne di doviziosi clienti. Chinoiserie altro che Ikea! Per i ricchi, come nei nobili palazzi dai tempi di Luigi XV, il meglio della Cina è nel chiuso dei salotti a 270 euro a mq più Iva. «Siamo distribuiti in 27 negozi, da Parigi a Berlino, da Milano a Madrid. Lavoriamo tantissimo con l’estero. Quest’anno abbiamo molte richieste dalla Germania per clienti privati e negozi», spiegano Anna e Chiara Enrico, belle e dinamiche signore che hanno creato Misha (acronimo di MilanoShanghai) società da tempi global. «Troppo spesso da noi si associa la Cina a prodotti di scarsissima qualità», dice Chiara, laureata al Politecnico di Milano, cresciuta nei prestigiosi studi di Cino Zucchi, Vittorio Gregotti e Jacopo Gardella mentre sua sorella Anna, dopo gli studi in Legge, l’esame d’avvocato, un master in marketing alla Bocconi, alla ricerca della sua vera strada se ne andava a fare la semplice commessa a Londra per, poi, rientrare in Italia e occuparsi di relazioni industriali in Confindustria tessile. Era il 2003 quando Chiara decise di lasciare il suo avviato studio a Milano per andare alla scoperta del colosso asiatico (a Pechino s’iscrisse all’università Beishida per imparare il cinese). «Vivendo e lavorando in Cina ho visto tutto ciò che non amiamo e temiamo: la Cina più povera, la Cina “fabbrica del mondo” che copia i nostri prodotti, la grigia Cina delle fabbriche di elettrodomestici. Ma esiste anche un’altra Cina dalle mille sfaccettature: una Cina coltissima, legata alle sue tradizioni, persino molto spirituale. Nessuno si aspetterebbe che, nel colosso superindustrializzato, esistano artisti capaci di tramandare tecniche pittoriche così eleganti e antiche. Con loro ho preparato le mie collezioni semplificando disegni troppo carichi e scegliendo nuove gamme di colori. Troppo decorative e in contrasto con la mia formazione razionalista? Per me il tema è sempre lo spazio. Quando, lavorando come architetto a Shanghai, ho trovato queste fantastiche immagini della natura ho pensato a stanze dove ognuno ritrovi un suo spazio più poetico e intimo». Nel 2007 Chiara convince Anna a entrare nella sua nuova impresa. Bozzetti, campioni per i clienti, rotoli di seta dipinta in arrivo per via aerea. Ogni mattina per 4 ore nel loro showroom milanese le sorelle Enrico sono in rete con gli artisti asiatici; Chiara (ormai parla benino il cinese) 3 volte l’anno va a Shanghai ma ritorna. «Laggiù ho imparato molte cose però ho sottovalutato la fatica. Con i cantieri aperti giorno e notte si lavora sempre». Anna più concreta chiosa: «Io non ci sarei rimasta un solo mese!».