[PAO. MAS.], La Stampa 1/10/2011, 1 ottobre 2011
Nero-bianchi in ascesa nell’America sempre più multirazziale - Razza: nero-bianco. Una contraddizione in termini, quasi un’offesa, soprattutto nel sud degli Stati Uniti
Nero-bianchi in ascesa nell’America sempre più multirazziale - Razza: nero-bianco. Una contraddizione in termini, quasi un’offesa, soprattutto nel sud degli Stati Uniti. Eppure negli ultimi dieci anni questa è la tendenza più significativa che hanno notato gli studiosi del Census Bureau, l’ufficio del governo americano che tiene le statistiche sulla popolazione: il gruppo multirazziale in maggior aumento è proprio quello che mescola i cittadini neri a quelli bianchi. E tra di essi, cosa di non poco conto, c’è anche il presidente Obama, figlio di un immigrato keniano e di una ragazza del Kansas. Dal 2000 al 2010 i nerobianchi sono cresciuti del 133%, più rapidamente di qualunque altro segmento. Oggi contano quasi due milioni di persone, che davanti agli oltre trecento milioni di abitanti in tutto il Paese possono sembrare una piccola frazione. Il punto però non sta tanto nei numeri assoluti, quanto nel trend. L’America, in generale, sta diventando più multirazziale. Le persone che nell’ultimo censimento hanno scritto di appartenere a più di una etnia sono salite da 6,8 milioni a 9, e oltre un terzo sono neri. Di questi, la stragrande maggioranza ha testimoniato di avere sangue bianco nelle vene. Ancora più sorprendente è il fatto che la maggioranza dei nero-bianchi, cioè 1,1 milioni su 1,8, vive negli Stati del Sud, dove fino a poco tempo fa le unioni multirazziali di qualunque tipo erano semplicemente un reato. La ragione di questa rivoluzione, secondo i demografi, sta prima di tutto nel cambiamento sociale in corso in America. L’unione fra un nero e una bianca, e viceversa, non viene più vista come una scelta di vita strana o addirittura condannabile. E l’evoluzione non riguarda solo il razzismo dei bianchi nei confronti dei neri, perché anche nella comunità afro-americana i matrimoni misti non erano visti con grande favore. L’altro aspetto importante, che deriva da questo mutamento sociale di maggiore accettazione in corso, è che la gente non si vergogna più di rivelare le proprie origini multirazziali. È probabile che in passato ci fossero comunque dei numeri significativi di nerobianchi, ma non venivano rilevati perché durante il censimento si poteva o si voleva indicare una sola etnia. Anche il presidente Jefferson aveva avuto dei figli da una schiava nera, ma nonostante fosse un noto liberal, non si era nemmeno sognato di riconoscerli. Ora queste barriere stanno cadendo, e se alla Casa Bianca c’è un presidente orgoglioso di essere frutto di una unione multirazziale, non si vede perché la gente comune debba nascondere o negare le proprie origini. L’aumento al Sud, secondo gli studiosi del Census bureau, dipende dal fatto che molti neri stanno tornando nelle loro regioni d’origine, per lavorare o per godersi la pensione. Non hanno più bisogno di scappare, segno molto positivo. E tornando nella Sun Belt, bastione del conservatorismo, a lungo potrebbero anche cambiare la geografia politica degli Usa.