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 2011  ottobre 01 Sabato calendario

Messico, troppi divorzi Ecco i matrimoni a tempo - Matrimonio? Meglio se rinnovabile. Due anni, come una prova per vedere se funziona e poi allungare

Messico, troppi divorzi Ecco i matrimoni a tempo - Matrimonio? Meglio se rinnovabile. Due anni, come una prova per vedere se funziona e poi allungare. È l’esperimento che hanno in mente i legislatori del distretto federale di Città del Messico alle prese con elevati tassi di divorzi e che hanno pensato a matrimoni a tempo per «favorire relazioni di coppia più sane e armoniche». Qualche giorno fa è stata presentata una modifica al codice civile locale che consentirà ai futuri sposi di stare «assieme come marito e moglie» da un «minimo di due anni» sino al classico «finché morte non ci separi». Una sorta di contratto d’affitto o di lavoro che può essere rinnovato dopo un periodo di rodaggio. A proporre la nuova legge il Partito della Rivoluzione Democratica (Prd), progressista, che detiene la maggioranza dei 66 seggi al Parlamentino di Città del Messico. Il matrimonio co.co.co. sarà «una realtà», assicura Lizbeth Rosas la deputata che ha proposto la legge, «entro fine anno». E non ci sarà alcuna restrizione sulla nazionalità. Per le vacanze natalizie, insomma, le coppie (anche italiane quindi) che volessero sposarsi «a tempo» potranno farlo. Tra i supposti vantaggi contenuti nella proposta, una serie di accordi prematrimoniali con i quali si potrà ad esempio determinare l’apporto economico di ciascun coniuge per il mantenimento dei figli o gli alimenti spettanti in caso di separazione. Dopo i matrimoni gay, una legge che consente l’aborto e la legge del 2008 sul «divorzio express», Città del Messico fa dunque da traino per l’intera America latina a un’altra novità legale destinata a far discutere. La Chiesa cattolica locale ha già tacciato la nuova legge come «un’assurdità che contraddice la natura stessa del matrimonio». Per Pedro Molina invece, 46 anni e già due matrimoni alle spalle, invece si tratta di «un vero e proprio colpo di genio che, se avessero introdotto prima, mi avrebbe evitato di spendere un mucchio di soldi in spese legali». Ed in effetti, dietro alla proposta dei consiglieri comunali del Prd c’è proprio l’obiettivo di evitare «procedure tortuose e care di separazione», anche perché, circa la metà dei matrimoni celebrati a Città del Messico «finisce in divorzio dopo due anni», spiega Leonel Lula, uno dei politici che si è battuto di più per introdurre le «unioni a tempo» assieme al sindaco Marcelo Ebrard, candidato alla presidenza per il centrosinistra nel 2012.