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 2011  ottobre 03 Lunedì calendario

Siamo in un futuro non troppo remoto e i fan della boxe si stanno annoiando e allontanando dallo sport, un’ipotesi che considerata la realtà che ci circonda non è poi neanche tanto da fantascienza

Siamo in un futuro non troppo remoto e i fan della boxe si stanno annoiando e allontanando dallo sport, un’ipotesi che considerata la realtà che ci circonda non è poi neanche tanto da fantascienza. Che fare per rendere il pugilato più eccitante e per far tornare gli spettatori e il loro entusiasmo? Ma è facile! Invece di mettere uomo contro uomo, pugno contro pugno, si può sempre provare a fare macchina contro macchina o, meglio, robot contro robot. È il mondo di Real Steel , un film diretto da Shawn Levy e prodotto da Steven Spielberg che ha come protagonista Hugh Jackman nella parte di un ex pugile che, per sopravvivere, è costretto a addestrare e manovrare robot mendicando un altro incontro a impresari di dubbia reputazione. Un ex, un perdente, un uomo dimenticato. Ma poi entra nella sua vita Max, il figlio anche lui dimenticato e interpretato dall’esordiente Dakota Goyo. E quindi, da un cimitero di robot abbandonati, viene ripescato Atom, che anche se è meno luccicante e meno minaccioso dei suoi rivali sa come batterli e forse ha anche un’anima. Emerso dalla scena teatrale di Sydney, un «Tony» a Broadway grazie a The Boy From Oz , Jackman ha lavorato con registi come Woody Allen ( Scoop ), Darren Aronofsky ( La fontana ) e Baz Luhrman ( Australia ). È anche stato presentatore agli Oscar. Ma resta soprattutto uno degli «uomini più sexy del mondo» del settimanale People . E il Wolverine dalle ossa indistruttibili e unghie da ragno della serie X-Men . Lo abbiamo intervistato. Mister Jackman, che cosa pensa dei robot? «Che mi piacerebbe averne uno sempre appresso, ho una pessima memoria!». Wall-E, Terminator, Transformers, Iron Giant: sono sempre più presenti nel cinema. «Penso che ci affascinano perché hanno il potere di fare cose che noi umani non sappiamo o non possiamo fare, ma allo stesso tempo siamo noi a controllarli. In questo caso, fanno ciò che i pugili veri non possono fare e cioè distruggersi a vicenda, uccidersi». Perché il fascino per la boxe? «Quando sei proclamato campione di boxe è come se fossi proclamato l’uomo più forte della Terra, il suo più grande guerriero. Nella boxe sei mano a mano, in uno spazio confinato». Per prepararsi ha avuto un allenatore d’eccezione, il più volte campione olimpico e poi del mondo Sugar Ray Leonard. «Mio padre era un campione di boxe quando era nell’esercito inglese ma non ne ha mai parlato molto a me e ai miei fratelli perché temeva ci picchiassimo. Ultimamente si è aperto un po’ e quando gli ho detto che avrei lavorato con Leonard gli si sono illuminati gli occhi. Sugar Ray mi ha insegnato a dare e a prendere pugni e molte altre cose fondamentali». Tipo? «L’importanza dell’angolo, del tipo di supporto che ricevi quando sei sul ring. E a essere determinato e deciso e sicuro ma non arrabbiato perché nel momento in cui ti arrabbi hai perso. La boxe appare brutale, ma una delle ragioni per cui ci affascina è che è un misto di rilassamento e di aggressione, di essere istintivi e di avere una strategia. È una metafora della vita e Real steel è su questo: possiamo avere fatto degli errori e avere dei rimpianti ma ci sono sempre nuove opportunità. La stessa lezione che vorrei impartire ai miei figli, che sappiano che non avranno tutto quello che vorranno dalla vita, ma che devono sempre credere in se stessi». Per il personaggio di Wolverine si è ispirato invece a un altro campione di boxe, Mike Tyson. «Sì, perché Tyson non è elegante ma è determinato. Ti fa paura». È vero che ha fondato una società che vende caffè, la Laughing Man Coffee? «Partiremo a ottobre per raccogliere soldi a favore di varie cause. Il modello è Paul Newman che con le sue salse ha saputo creare una società che continua dopo la sua morte, ha regalato milioni di dollari e dato impiego a cinquecento persone». Che cosa l’aspetta, oltre a X-Men ? «Faremo un musical da Les Misérables , regista Tom Hooper. Russell Crowe farà la parte di Javert, io sarò Jean Valjean. Non vedo l’ora che arrivi gennaio per iniziare le prove».