La Stampa 3/10/2011, 3 ottobre 2011
L’ultimo dato è di agosto: cala la disoccupazione generale (dall’8,3% al 7,9%), sale quella giovanile, giunta al 27,6%
L’ultimo dato è di agosto: cala la disoccupazione generale (dall’8,3% al 7,9%), sale quella giovanile, giunta al 27,6%. Gli under 30 sono oggi il target prioritario su cui concentrare la ripresa dell’occupazione. Quali sono le porte che permettono ai più giovani di entrare nel mercato del lavoro? Borse e stage A un giovane neo-laureato viene spesso proposta una borsa lavoro o uno stage. È questa una strada utile per fare pratica, se di breve durata. La nuova legge ha stabilito che gli stage finalizzati al lavoro (esclusi quelli curricolari svolti durante gli studi) non possano durare più di sei mesi e debbano essere svolti entro un anno dal titolo di studi, laurea o diploma. Un punto debole è la remunerazione, che la legge non prevede, anche se a volte il datore di lavoro offre un rimborso spese. Con questo strumento non è previsto il versamento di contributi previdenziali. Somministrazione È questo uno strumento messo a disposizione dalle agenzie del lavoro e può avere la forma del tempo determinato o del tempo indeterminato. Anche nel caso di lavoro temporaneo, questa formula tutela la qualifica e le mansioni, ma soprattutto il pagamento di un’equa retribuzione, analoga a quella del personale assunto che svolge lo stesso lavoro e, particolare importante, offre la stessa copertura contributiva di un lavoratore alle dipendenze. Nella somministrazione sono previsti anche ammortizzatori sociali, in caso di perdita del lavoro, prestiti e un fondo pensioni. Apprendistato È un contratto formativo a causa mista e non un vero contratto di lavoro. Generalmente si conclude con l’assunzione del giovane dopo una durata di quattro anni, anche se non vi è alcun automatismo o garanzia. È prevista una quota di formazione da svolgere all’interno dell’impresa e un progetto formativo formale. Per il datore di lavoro vi sono forti agevolazioni fiscali e contributive. Per il governo questo è lo strumento principe per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. A termine Il contratto a termine o a tempo determinato è un vero e proprio contratto di lavoro, che ha come unica differenza una durata stabilita, che impegna entrambe le parti, solitamente più lunga dei contratti di somministrazione. A progetto È un contratto di lavoro autonomo, che prevede una durata specifica, con il pagamento pattuito tra le parti e una quota di contribuzione a favore delle gestioni separate. I cocopro sono spesso le vittime di abusi, perché molto di frequente sono lavoratori autonomi solo sulla carta, mentre a tutti gli effetti sono dei dipendenti. Partita Iva È una formula che viene spesso proposta ai giovani. Appartiene al regno del lavoro indipendente, anche se a volte nella realtà, attraverso i vincoli imposti, assomiglia a un lavoro dipendente. Le prestazioni del giovane con partita Iva sono soggette a fatturazione e rientrano nella tipica attività dei professionisti. Inserimento È un contratto particolare che mira ad inserire o reinserire alcune categorie di persone, che necessitano di progetti mirati di inserimento e di un’attività di qualificazione e formazione. Questo contratto sostituisce i vecchi contratti di formazione e lavoro e rappresenta un progetto di adattamento individuale al contesto lavorativo. Partecipazione Ai giovani vengono proposti spesso contratti di associazione in partecipazione (Asp) oppure dei rapporti da socio di cooperative o di impresa sociale, che corrispondono a regole proprie e nei quali a volte si nascondono degli abusi. Indeterminato Il contratto a tempo indeterminato è la forma giuridica e contrattuale più tutelata, soprattutto nelle imprese con più di 15 dipendenti. È regolato da leggi e contratti di categoria e resta sotto la giurisdizione dello Statuto dei lavoratori.