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 2011  ottobre 03 Lunedì calendario

aÈ una cosa alla portata dell’Italia: il Belpaese potrebbe risparmiare energia elettrica per quasi 6 miliardi di euro all’anno (5,8 è il calcolo preciso dell’Edison) tagliano i consumi del 17%, grazie a un piano di maggiore efficienza che ci eviterebbe pure di emettere 27,7 miliardi di tonnellate di anidride carbonica

aÈ una cosa alla portata dell’Italia: il Belpaese potrebbe risparmiare energia elettrica per quasi 6 miliardi di euro all’anno (5,8 è il calcolo preciso dell’Edison) tagliano i consumi del 17%, grazie a un piano di maggiore efficienza che ci eviterebbe pure di emettere 27,7 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Il rapporto della Edison valuta in 55 TWh l’elettricità «tagliabile» ogni anno; gli investimenti necessari per raggiungere tale obiettivo sono stimati (e questo può essere un tasto dolente) in circa 35 miliardi di euro (non all’anno, ovviamente, una tantum). In particolare, nel settore industriale il potenziale di risparmio dei consumi energetici è di 22.800 GWh, corrispondente a una riduzione del 41% rispetto ai consumi attuali. Nel settore residenziale, la riduzione potrebbe essere di 20.240 GWh (un risparmio del 36%); nei servizi si possono tagliare consumi per 12.000 GWh (-22%) e nell’agricoltura per 333 GWh (-1%). Nel settore residenziale, la voce di maggior peso sui consumi è il riscaldamento, che incide per i due terzi. Gli interventi ipotizzabili sono energetico sono l’utilizzo di caldaie a condensazione o pompe di calore e di collettori solari e la sostituzione dei boiler elettrici. Un aiuto decisivo verrebbe dall’isolamento degli edifici (infissi e pareti) anche grazie al la sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi. Nel settore dei trasporti, oltre alle tecnologie per migliorare o sostituire il motore a scoppio, occorre strutturare in maniera differente l’offerta complessiva, anche aumentando il trasporto su rotaia e quello pubblico su gomma diminuendo il traffico urbano. Nel settore industriale l’efficienza si può promuovere attraverso il recupero di una parte dell’energia dispersa durante i processi produttivi (come i fumi di scarico e il vapore) e il riutilizzo in altri processi termici, oppure la sua cessione all’esterno per il teleriscaldamento (cogenerazione). Un altro importante intervento riguarderebbe l’in- 2 stallazione di motori ad alta efficienza. Il risparmio può essereraggiunto anche attraverso una scelta oculata delle fonti di produzione di energia elettrica, visto che offrono livelli molto diversi di rendimento. Nel termoelettrico il rendimento medio è attorno al 40%, nel ciclo combinato è al 50% con punte del 56% contro il 30% di una centrale tradizionale. Con la cogenerazione si può raggiungere un rendimento del 70-85%, che sale all’80-85% se si sfrutta l’idroelettrico (tra le fonti rinnovabili quella più efficiente). Di grande importanza sarebbe anche migliorare le reti di trasporto dell’energia (ad alta e a bassa tensione) per ridurre al minimo le perdite ed evitare i “colli di bottiglia”. Fondamentale pure garantire la connessione alla rete dei nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili, specialmente nel Centro Sud, senza congestioni. Il ruolo delle istituzioni è fondamentale per stimolare il sistema e dunque il mercato dell’efficienza energetica. Tra le misure fondamentali da adottare che lo studio Edison suggerisce: l’attivazione di politiche sociali, del lavoro e della formazione a vantaggio e supporto di chi investe in programmi di efficienza; la creazione di strumenti finanziari e assicurativi, eventualmente garantiti dallo Stato per le iniziative di efficienza energetica; l’introduzione di obblighi (e la promozione di accordi volontari) che spingano la domanda di efficienza. Attenzione particolare viene riservata alle Esco (Energy Service Company) che sono aziende il cui mestiere è migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di sé il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. I risparmi economici ottenuti vengono condivisi fra la Esco e clienti finali con diverse tipologie di accordo commerciale; si tratta di potenti mediatori per lo sviluppo dell’efficienza energetica, perché liberano le famiglie da ogni incombenza che potrebbe frenarle. Da aiutare in ogni modo.