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 2011  ottobre 03 Lunedì calendario

«Se anche introducono le preferenze in questa legge elettorale, il referendum si fa lo stesso». Stefano Ceccanti, senatore Pd e costituzionalista, non ha dubbi

«Se anche introducono le preferenze in questa legge elettorale, il referendum si fa lo stesso». Stefano Ceccanti, senatore Pd e costituzionalista, non ha dubbi. La soluzione prospettata dai ministri La Russa e Romano per la questione della legge elettorale - teniamo il Porcellum ma aggiungiamo il voto di preferenza - non scongiurerebbe il referendum. E’ sicuro, senatore? «E’ come per il nucleare: siccome introducendo la preferenza la modifica sarebbe minima e non andrebbe in direzione della richiesta referendaria, il quesito sarebbe semplicemente aggiornato. Ricordo che il referendum propone di eliminare le liste bloccate per sostituirle coi collegi uninominali. Questo sotto il profilo tecnico-giuridico, poi c’è il punto di vista politico». Cioè? «Più espandi il collegio e più non esalti il potere di scelta degli elettori, ma quello delle lobby e dei contropoteri, per non parlare del rischio di voto di scambio. Mettere le preferenze in circoscrizioni grandi come queste - una regione intera per il Senato, alla Camera le regioni più estese sono "spezzate" in due -, vuol dire fare spendere milioni di euro per una campagna elettorale. In un territorio grande come una regione, o vince un miliardario o vince un presentatore televisivo». C’è la carta del referendum, ma deve prima passare il vaglio della Corte Costituzionale... «Il secondo quesito mi sembra ampiamente ammissibile: invece di colpire per intero la vecchia legge, insegue una a una le modifiche inserite per trasformare il Mattarellum in Porcellum». Altrimenti c’è l’ipotesi evocata anche oggi da Casini: voto anticipato. «Ma gli elettori hanno firmato per cambiare la legge elettorale, non per tornare al voto con questa! Quando poi il capo dello Stato ha detto che la legge va cambiata, mi pare abbia fatto capire che cercherà di evitare lo scioglimento anticipato delle Camere al solo fine di evitare il referendum e la modifica della legge elettorale. Se qualcuno vuole tentare il trucco dello scioglimento anticipato faccia pure, ma sappia che rischia di arrivare un governo di decantazione che può dare il compito al Parlamento di fare una nuova legge».