Varie, 3 ottobre 2011
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Prince Erik
• Holland (Stati Uniti) 6 giugno 1969. Imprenditore • «[...] fondatore della Blackwater, la più discussa organizzazione americana di “contractor” paramilitari, legata all’ex vicepresidente Dick Cheney [...] accusato di aver ucciso - o ordinato di uccidere - diverse persone che stavano aiutando l’Fbi nelle indagini su di lui. [...] Ad accusare Prince sono stati due suoi ex dipendenti, sotto giuramento, davanti alla Corte federale della Virginia. La Blackwater da anni è al centro di roventi polemiche. Ripetutamente i suoi “contractor” sono stati accusati di aver compiuto efferati omicidi in Iraq, mentre garantivano, a spese del governo, la sicurezza delle truppe. Nel 2007, gli uomini della Blackwater vennero incriminati dal governo di Bagdad per aver ucciso undici civili inermi» (“la Repubblica” 6/8/2009) • «[...] Il “crociato”, l’uomo che ha privatizzato la guerra [...] ex presidente della Blackwater, società di sicurezza americana impegnata in molti teatri “caldi” al fianco delle forze regolari [...] accusato da due dipendenti di aver eseguito o ispirato l’eliminazione di testimoni scomodi. Personaggi che potevano rivelare attività illegali compiute dall’azienda in Iraq. È il 3 agosto 2009. Un ex marine e un funzionario della compagnia, protetti dall’anonimato, si presentano davanti ad una corte federale della Virginia. E mettono nero su bianco. Il racconto — che deve però essere verificato — conferma il profilo di Prince che unisce gli affari — della Blackwater — ad una causa. Non solo fornisce guardie private — i famosi contractor – impegnati dagli Usa dall’Iraq all’Afghanistan, ma conduce una sua battaglia personale. Gli ex dipendenti sostengono che Prince si considera in guerra con l’Islam, nutre un odio razziale per gli arabi, paragona se stesso e i suoi vigilantes ai Templari. Le guardie — sempre in base alle dichiarazioni — hanno libertà di sparare impunemente. Anzi, sono incoraggiate a farlo per “spazzare via i musulmani”. E in tanti obbediscono senza problemi — affermano i testimoni — visto che condividono il concetto della supremazia cristiana. Per mesi, la Blackwater avrebbe trafficato in armi, portando a Bagdad mitra e munizioni nascoste in sacchi di “cibo per cani”. Carichi che venivano trasportati dagli aerei di una delle tante compagnie collegate. Per sottrarsi ai controlli Prince avrebbe creato diverse società in paradisi fiscali, ditte comunque sempre riconducibili alla casa-madre. Finito nel mirino delle autorità federali, perso il contratto con il Dipartimento di Stato (lo hanno passato ad un’altra società rivale), il “signore della guerra” ha cercato di nascondere prove compromettenti con la distruzione di video, email, documenti. [...] Chi conosce Prince non è stupito dalle accuse [...] ex membro dei Navy Seals (commandos della Marina), cresce in una famiglia profondamente cristiana e di simpatie repubblicane, ma coltiva rapporti anche in ambienti democratici. Nel 1997, con i soldi dell’eredità paterna, crea la Blackwater, oggi ribattezzata Xe, e vende servizi di sicurezza. Sono i suoi uomini a proteggere i diplomatici Usa in sedi pericolose e in particolare in Iraq. Ma dopo alcuni incidenti costati la vita a dei civili, Bagdad gli revoca l’autorizzazione. Prince si dimette e lascia che siano i collaboratori a cercare nuovi mercati, come la privatizzazione della lotta ai pirati e delle missioni di pace. Ha energie da vendere, idee brillanti e la fede di un “crociato”» (Guido Olimpio, “Corriere della Sera” 7/8/2009).