Varie, 3 ottobre 2011
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Pesci Stefano
• Bologna 9 luglio 1957. Magistrato. Ex segretario distrettuale di Md, membro del Consiglio giudiziario, l’organo del Csm che si occupa, tra l’altro, delle promozioni dei magistrati. Nel marzo 2010 finì sotto indagine per aver acquisito, senza averne titolo, informazioni dal database della procura sul fascicolo nel quale erano indagati Angelo Balducci e Diego Anemone • «[...] È il 26 gennaio quando Pesci [...] si inserisce per la prima volta nel registro generale. Usa la sua password. [...]» (Lavinia Di Gianvito, “Corriere della Sera” 19/3/2010) • «[...] Se [...] Achille Toro (accusato di rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione e favoreggiamento) secondo i pm di Firenze informava, attraverso un avvocato, alcuni indagati sull’andamento dell’inchiesta, dall’altra la procura toscana, a quanto risulta a Panorama, aveva adottato un servizio di controspionaggio degno del Mi5 britannico. Infatti, nel fascicolo aperto a Roma sugli appalti del G8 e affidato dal procuratore Giovanni Ferrara al pm Assunta Cocomello [...] e successivamente al collega Sergio Colaiocco, aveva sbirciato almeno un paio di volte anche un terzo pm: Stefano Pesci. La prova? Le tracce lasciate dal pm Pesci negli accessi al database della procura. Poiché Pesci non era assegnatario del fascicolo, Ferrara gli ha chiesto spiegazioni per capire il motivo dell’interesse per le vicende di Balducci & c. La risposta ha lasciato di stucco il procuratore: Pesci avrebbe ammesso di aver agito per informare Luca Turco, uno dei pm fiorentini assegnatari del fascicolo. “Il collega mi ha chiesto delle informazioni e io per correttezza gliel’ho date” ha sostenuto Pesci. Ferrara ha segnalato la questione alla procura generale presso la Corte di cassazione. [...] Probabilmente per Pesci trasmettere informazioni riservate a un collega era meno grave che riferirle a un indagato e per questo ha ritenuto di farlo. La denuncia di Ferrara rivela comunque un fatto clamoroso: i magistrati toscani controllavano il lavoro dei colleghi romani per interposta persona, probabilmente non fidandosi dei titolari dell’inchiesta capitolina. E qui entra in gioco la politica. Infatti Pesci è uno di quei magistrati che si potrebbero definire “schierati”: ex segretario distrettuale di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, ha fatto dell’impegno la sua stella polare, anche nella professione: si è occupato di questioni legate alla difesa dei consumatori e ai problemi ambientali (tra le sue inchieste quelle contro i ripetitori di Radio Vaticana e Alitalia). Mentre Turco, altrettanto stimato dai colleghi, è vicino alle posizioni di Area [...] lista di sinistra. Ferrara e Toro, invece, sono considerati esponenti di spicco di Unicost, la corrente moderata e maggioritaria della magistratura italiana. [...]» (Giacomo Amadori, “Panorama” 25/3/2010) • Vedi anche Marino Bisso, “la Repubblica” 19/3/2010.