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 2011  ottobre 03 Lunedì calendario

MILANO

Fiat sbatte la porta e saluta Confindustria. Risparmiando 28 milioni di euro. Come a dire il 5% dell’utile netto 2010, 600 milioni, o lo stipendio - al netto delle stock options - dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, 3 milioni, per i prossimi nove anni. E sì perché il Lingotto è tra i primi contribuenti del sistema confindustriale italiano. E di certo è il primo socio per numero di dipendenti in Italia: 82mila addetti. Ripartiti tra i 64mila della Spa (auto) e i circa 18mila di Industrial (i veicoli commerciali). Numeri che per la prima rappresentano il 45,8% di tutti gli impiegati, per la seconda il 29,2%.

La quota di adesione di Confidustria varia a seconda delle associazione territoriali, ma viene calcolata sulla base del costo del lavoro in Italia, in misura dello 0,85%, dichiarato all’Inail. In Italia, Spa e Industrial, pagano gli 82mila dipendenti 3,25 miliardi di euro (poco meno di 40mila euro l’uno in media) che si traducono così in 28 milioni da versare a Viale dell’Astronomia. Un colpo non facile da digerire per la presidente Emma Marcegaglia che non solo perde uno dei soci fondatori, ma anche una delle sue principali fonti di reddito.

Dal primo gennaio, quindi, il Lingotto, che a Confindustria ha dato anche due presidenti (Gianni Agnelli e Luca Cordero di Montezemolo) lascerà tutte le associazioni territoriali in cui è presente, compresa Federmeccanica. La decisione non riguarda, invece, Pomigliano: la newco non è mai entrata nell’assise.
(03 ottobre 2011)