Varie, 3 ottobre 2011
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Mangia Devis
• Cernusco sul Naviglio (Milano) 6 giugno 1974. Allenatore di calcio. Nel 2011/2012 al Palermo (esonerato a dicembre, dopo la 16ª giornata) • «Al teatro del campionato di calcio 2011-2012 la prima scena madre è un dettaglio. Lo scoprono le telecamere di Sky nelle pieghe della notturna Palermo-Inter. Da una postazione a bordo campo inquadrano la panchina della squadra di casa. Seduto, l’allenatore per caso. Uno che si chiama Devis, più o meno come un’insalatiera per tennisti, “perché ai miei piaceva il suono”. Uno che fino all’ultimo giorno di mercato allenava la Primavera [...] è stato annunciato dagli squilli di tromba dell’imprevedibile. Doveva stare al tavolo dei bambini, è finito con i grandi. [...]» (“la Repubblica” 13/9/2011) • «[...] Sin dal giorno della presentazione l’ha buttata sul ridere. “Arruspigghiamuni u sangu”. Una frase che nello slang palermitano si può tradurre con “diamoci una mossa”. “Se Mourinho ha detto in milanese che non era un pirla perché io non posso parlare in palermitano?”. Scherzando scherzando Mangia ha battuto l’Inter all’esordio e nel post gara ha stupito tutti. “Futuro? Zamparini almeno un’altra me la farà fare” [...] ha stregato pure il suo mito Arrigo Sacchi che avrebbe voluto affidargli una delle giovanili azzurre. [...] Arrivato come portiere all’Enotria, società dilettantistica della galassia Inter, Mangia smise presto per diventare allenatore. La trafila nel Varese, la finale scudetto Primavera persa contro la Roma e poi il salto al Palermo e nel calcio che conta. Il 4-4-2 come dogma, ma soprattutto un rapporto con i calciatori conquistati con la simpatia e il lavoro. [...] Maturità scientifica, quattro esami a giurisprudenza prima di lasciare tutto per il calcio. Mangia ha fatto affiggere nello spogliatoio un vademecum con alcune frasi in palermitano. “Ma non capisce nessuno perché in squadra non ci sono palermitani”. Uno che, prima della gara con la Lazio, disse: “Klose e Cisse si fermano legandoli nello spogliatoio”. Uno che, quando perse nel pantano di Bergamo, disse: “Alla mia squadra è mancato solo il canotto”. [...]» (Massimo Norrito, “la Repubblica” 14/10/2011).