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 2011  ottobre 02 Domenica calendario

L´AGRICOLTURA VA IN CITTÀ

Per andare avanti, c´è bisogno di fare un passo indietro e tornare a un´architettura integrata con il paesaggio e le attività agricole. A quando si progettava in base alle stelle: e dunque in base alla specificità del territorio.
È la riflessione che invita a fare Planetarium: la mostra a cura di Fortunato D´Amico - in programma a Made Expo all´interno dell´evento AAA Agricoltura, Alimentazione, Architettura (con le tre A che vogliono essere anche segnale di emergenza) - in cui vengono esposti alcuni progetti di architettura e design dedicati alla costruzione di una società più attenta al rapporto tra attività umane e agricoltura. Tutto restituendo centralità all´astronomia - come ricorda anche il titolo stesso della mostra, che cita uno strumento per riprodurre la volta celeste - e avviando una filosofia del progetto che riporti armonia tra ambiente, cielo, costruzioni ed esigenze dell´uomo.
«L´astronomia» afferma Fortunato D´Amico «è la base per la nuova architettura. Finora è stata sostituita dal petrolio, e questo ha portato a costruire senza distinzione in posti diversi, senza partire dalle caratteristiche del territorio. Ma i popoli vissuti prima di noi ci hanno insegnato altro: a prendere le stelle come riferimento, a costruire rispetto al sistema astronomico, a sfruttare - in senso positivo - le specificità di ciascun posto, dalla luce al clima, al tipo di terreno».
E Planetarium - attraverso esposizioni e dibattiti (con il contributo di enti, progettisti e produttori di tecnologie e materiali) - vuole fare proprio questo: invitare a fermarsi, perché come ricorda D´Amico «è ora di di dire basta alle città delle merci», e indicare la strada della sostenibilità. Non solo per tornare a rispettare l´ambiente, «da troppo tempo cacciato dalle città» ma anche per recuperare il paesaggio e riportare l´agricoltura vicino ai luoghi dell´abitare. Come? Mettendo orti nei terrazzamenti dei grandi palazzi e frutteti nei parchi pubblici. O tornando, come già in parte si sta facendo, a verdure di stagione e a chilometri zero.