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 2011  settembre 30 Venerdì calendario

CELLULARI, L´ASTA DELLE FREQUENZE PORTA ALLO STATO 3,9 MILIARDI - MILANO

Quasi 4 miliardi, una cifra che corrisponde al 60% in più di quanto previsto. E´ l´incasso che lo Stato realizza grazie all´asta delle frequenze per i telefonini di quarta generazione. «La legge di Stabilità prevedeva un introito di 2,4 miliardi - commenta il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani - noi lo abbiamo superato. Ci impegniamo a reinvestire nel modo più efficace le risorse aggiuntive, così da generare ulteriore sviluppo nel settore». Il ministero starebbe studiando forme di incentivi e un sistema per defiscalizzare i futuri investimenti privati, come forme di sostegno alla telefonia mobile.
Alla fine di un´asta durata 22 giorni - con 469 tornate tra offerte e rilanci - arrivano nelle casse dello Stato 3.945 milioni che le società di telefonia verseranno entro ottobre. E non è finita qui. Tutti gli operatori potranno presentare un´ulteriore offerta per la banda 2000 rimasta non assegnata. Questo, entro le ore 12.00 di lunedì 3 ottobre.
Vodafone, Wind e Tim hanno vinto due delle frequenze più appetibili (quelle da 800 megahertz). H3g si è aggiudicata un lotto da 1.800 mh (anche Vodafone e Tim ne hanno preso uno) e quattro blocchi da 2.600 mh (gli altri 4 sono andati a Wind, e 3 ciascuno a Vodafone e Tim). Quando ci sarà la banda mobile veloce, Tim e Vodafone - che hanno entrambe speso 1,26 miliardi - saranno capaci di dare in mobilità una copertura del tutto simile a quella che abbiamo nelle nostre abitazioni. Wind (che ha speso 1,12 miliardi) sarà molto vicina a offrire un servizio analogo, mentre H3g ha scelto di spendere meno (305 milioni) concentrarsi solo su alcune aree. Si appoggerà alla rete delle rivali dove non è presente con le sue frequenze.
Visto l´incasso record per le frequenze della telefonia mobile, fa ancora più scalpore che invece le frequenze televisive – quelle per il digitale terrestre - siano assegnate gratis. «Dopo un incasso di 4 miliardi - commenta Roberto Rao, capogruppo dell´Udc in Commissione di Vigilanza Rai - ci chiediamo che cosa sarebbe successo se non si fossero assegnati le 6 reti, i 6 multiplex con la procedura gratuita attraverso il beauty contest». Dello stesso avviso Vincenzo Vita, senatore del Pd, secondo cui il grande successo dell´asta per la telefonia «fa riflettere sull´assurdità di quanto avvenuto nel contiguo campo della televisione generalista». Una scelta dettata dal fatto che «il governo, in pieno conflitto d´interessi, ha voluto il beauty contest che in volgare significa niente asta».