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 2011  ottobre 02 Domenica calendario

BIOPLASTICA VEGETALE AL 100 PER CENTO - I

nuovi materiali ritornano all’antico. Una volta gli occhiali erano fatti di corno o tartaruga, poi di celluloide, oggi di polimeri sintetici. E domani? Si ricomincia daccapo, dalle fibre naturali, per ottenere prestazioni migliori, maggiore versatilità e, non ultima, totale biodegradabilità. L’idea è venuta a Mazzucchelli, leader mondiale nei semilavorati per occhialeria, che ha scoperto l’M49, una bioplastica ottenuta partendo dall’acetato di cellulosa, in cui anche i plastificanti sono di origine vegetale. «Spesso si pensa che tutelare l’ambiente significhi rinunciare a qualcosa, noi invece ci proponiamo di difenderlo senza togliere nulla alla qualità dei nostri materiali», spiega il presidente Giovanni Orsi. L’M49, infatti, offre performance di resistenza, elasticità e durezza superiori a quelle dell’acetato di cellulosa tradizionale. La base resta la stessa. La cellulosa è il composto organico più diffuso in natura, estratto dalle fibre del cotone e del legno. Ma per essere lavorato l’acetato ha bisogno di plastificanti, che sono sempre di origine sintetica e lo rendono incompatibile con le lenti in policarbonato. L’idea di utilizzare plastificanti privi di ftalati (tipici agenti plastificanti di origine petrolchimica) deriva dalla necessità di superare questa incompatibilità, caratteristica importante nell’occhialeria. Il risultato è una bioplastica di origine vegetale – in cui anche i plastificanti sono certificati come non provenienti da colture alimentari – e molto più compatibile con polimeri diversi. L’M49 sarà prodotta inizialmente solo in Italia, nello stabilimento di Castiglione Olona. «Siamo convinti che la nostra scoperta avrà ampie ricadute anche su altri settori», sostiene Orsi. Un produttore tedesco di mobili, per esempio, ha scelto questo biopolimero per produrre pannelli per arredamento, sfruttando anche in questo caso le proprietà estetiche del materiale. «In effetti, le differenze di costo sono irrisorie: sostituire i derivati dal petrolio con biomateriali non è mai un problema economico, semmai pone qualche complicazione nei processi produttivi», precisa Orsi. Oltre allo stabilimento italiano, Mazzucchelli ha tre unità produttive in Cina e domina il settore dei semilavorati per occhialeria con oltre metà del mercato. Nessuno può prevedere i tempi della diffusione, ma è già un buon segno che la prima linea di occhiali biodegradabili sia firmata Gucci.
le qualità