Marco Moussanet, Il Sole 24 Ore 2/10/2011, 2 ottobre 2011
L’AUTO ELETTRICA DI BOLLORÉ PER I PARIGINI
Si chiama Bluecar ma in realtà è grigia metallizzata, il colore dell’alluminio prima che la vettura venga verniciata. Da oggi i parigini cominceranno a vederla circolare in città, con l’avvio del test a grandezza naturale del progetto Autolib, il noleggio di vetture elettriche urbane che fa seguito al Velib’ (l’affitto delle biciclette, un grande successo) e aggiunge un altro tassello al programma di trasporti integrati e complementari al quale lavora da sempre il sindaco socialista Bertrand Delanoë per migliorare la situazione del traffico nella capitale e cercare di cambiare radicalmente l’approccio dei cittadini alla mobilità: sempre meno auto private e sempre più sistemi alternativi.
Una nuova scommessa per Delanoë, ma anche per Vincent Bolloré, l’imprenditore e finanziere bretone che gli italiani conoscono bene (per il suo ruolo in Mediobanca, Generali, Pininfarina, gruppo Ligresti) e che sull’auto elettrica - anzi, sulle batterie dell’auto elettrica - ha già investito 1,5 miliardi in dieci anni e ora è alla prima, vera prova del fuoco.
L’operazione - la maggiore al mondo, di queste dimensioni - è partita nel 2008, con la costituzione dell’ente pubblico di gestione. A Parigi si sono via via aggiunti altri 45 Comuni della cintura. A fine 2010 la scelta dell’operatore. Con la vittoria, appunto, di Bolloré. Non scontata, visto che l’imprenditore ha fatto una scelta controcorrente. Mentre tutti i principali costruttori hanno optato per le batterie agli ioni di litio, lui ha preferito quelle ai polimeri di litio-metallo. Dalla sua aveva la credibilità che gli viene dall’essere leader mondiale nel settore dei condensatori e dall’esperienza maturata in trent’anni di lavoro sui temi e le problematiche dello stoccaggio di elettricità.
«Le nostre batterie - spiega Bolloré - hanno almeno due vantaggi. Il primo è che si surriscaldano meno, con un rischio di incendio a 180 gradi rispetto ai 70 gradi delle altre tecnologie. Il secondo è la maggiore autonomia, 250 chilometri rispetto ai 160 dei migliori concorrenti». Simpatico, abbronzato, rilassato, sorridente, autoironico potrebbe dare l’impressione di buttare il cuore oltre l’ostacolo con un eccesso di leggerezza. Se non fosse che conosce le cose di cui parla in ogni minimo dettaglio, come il più ferrato dei tecnici, e che i suoi azionisti non hanno mai avuto motivo di lamentarsi.
D’altronde a parlare saranno ora i fatti. Dopo due mesi di test - 66 auto in circolazione, 33 stazioni e un migliaio di addetti Autolib a disposizione - il 5 dicembre ci sarà la partenza vera e propria. Con 250 stazioni e altrettante Blue(Grey)Car: disegnate da Pininfarina, hanno due porte e quattro posti comodi. Alla fine del 2012 gli utenti potranno contare su 3mila vetture e oltre 1.100 stazioni.
L’utilizzo è semplice e comunque dagli schermi delle stazioni ci si collegherà in video con un operatore in carne e ossa (uno dei 250 che si alterneranno al centro di Vaucresson, nella periferia parigina: questa scelta di "umanizzazione" potrebbe essere un altro elemento vincente) che fornirà tutte le spiegazioni necessarie. Operatore che si potrà chiamare in ogni momento premendo un pulsante all’interno della vettura.
Per usare l’Autolib bisognerà fare un abbonamento (144 euro per un anno, 15 euro per la settimana, 10 euro per un giorno) e pagare il tempo di utilizzo (nel caso di abbonamento annuale 5 euro la prima mezz’ora, 4 la seconda e 6 dalla terza in poi).
Bolloré ritiene di poter guadagnare dei soldi a partire dal settimo anno. Ma la vera sfida non è questa. Se la batteria dimostra di essere affidabile, per la società si aprirà un mercato straordinario.