Il Sole 24 Ore 2/10/2011, 2 ottobre 2011
IL CAPITALISMO IN SALSA GULASH
Prima ha detto no ai prestiti dell’Fmi, poi ha nazionalizzato i fondi pensione e si è scagliato contro la Banca centrale, accusata di alzare troppo i tassi. Ora il premier ungherese Viktor Orbán prende di mira le banche. La legge sui mutui presentata il mese scorso consente di estinguere i debiti contratti in valuta estera a un tasso di cambio scontato del 25% rispetto alle quotazioni di mercato. La differenza? Tutta a carico degli istituti di credito.
I mutui in valuta straniera (soprattutto in franchi svizzeri) hanno conosciuto un boom negli anni scorsi in tutti i Paesi dell’Est perché avevano tassi molto più bassi rispetto a quelli in valuta locale. C’era però il rischio di cambio e la recente ascesa del super-franco ha messo in crisi molte famiglie ungheresi. Le banche hanno certamente incoraggiato questi mutui, ma la decisione del Governo appare come una punizione eccessiva. Gli investitori esteri ora si sentono traditi e minacciano di abbandonare il Paese. Il capitalismo all’ungherese di Viktor Orbán non piace al mondo del business. E nemmeno alle agenzie di rating, visto che Moody’s e Standard & Poor’s potrebbero presto tagliare a junk (spazzatura) il rating sovrano del Paese.