Fabrizio Galimberti, Il Sole 24 Ore 2/10/2011, 2 ottobre 2011
«STAMPIAMO TUTTI I SOLDI CHE SERVONO!»
Un portafoglio gonfio è pericoloso? Certamente no, direte voi, più è gonfio e meglio è. E se i soldi che son dentro fossero soldi che potete stampare a piacimento senza rischiare condanne come falsari? Ancora meglio, direte. Ma le cose stanno proprio così? Vediamo di spiegare quando un portafoglio gonfio è un bene e quando è un male.
Una carrozzella per Daniele
Un giorno - ho già raccontato questa esperienza in un libro, L’economia spiegata a un figlio - sono andato a parlare di economia in una scuola media. È stata un’esperienza indimenticabile. Mi ricordo soprattutto come quei ragazzini e quelle ragazzine di undici o dodici anni si accanissero a chiedere che lo Stato spendesse dei soldi per permettere a un loro compagno di classe invalido di andare in giro con una carrozzella motorizzata. Io rispondevo con qualche banalità - lo Stato deve far fronte a tanti bisogni, non ha mezzi illimitati... - e loro incalzavano: ma può stampare i soldi per aiutare Daniele...!
Spendere e spandere
L’obiezione è giusta. Come rispondere? Supponiamo che lo Stato possa veramente spendere senza pensieri semplicemente stampando soldi. Allora non ci sarebbe più bisogno di tasse: basterebbe stampar soldi e pagare stipendi, acquistare le divise dei militari, aumentare le pensioni dell’Inps, costruire strade e ponti, oltre naturalmente ad aiutare Daniele, pagando tutto con nuovi e fruscianti bigliettoni.
Troppo bello per essere vero? In verità, sì. Perché cosa succede al mercato quando intorno ai banchetti delle patate o delle cipolle si affolla più gente del solito (mettiamo che quel giorno il mercato vicino abbia dovuto rimaner chiuso per qualche bega coi vigili urbani) e quindi patate e cipolle non bastano a soddisfare tutti? Succede che il felice venditore prende il gessetto e cambia il cartellino del prezzo: se tutti vogliono le mie patate, ragiona giustamente, posso aumentare il prezzo e venderle tutte, guadagnando di più. Quindi, non facendo pagar tasse e finanziando le spese pubbliche, anno dopo anno, spargendo quei fruscianti bigliettoni a piene mani in giro per l’Italia, aumentano stipendi e pensioni: la gente va al mercato, spende quei soldi, i prezzi aumentano, e si crea quella che si chiama inflazione.
Insomma, avere un portafoglio gonfio è bene, ma quel che importa non sono tanto quei pezzi di carta che si chiamano banconote: quel che conta è quello che potete comperare con quelle banconote; e, se i prezzi aumentano, potete comperare di meno. L’occhio astuto dell’economista ha trovato la falla nel ragionamento: non si può spendere e spandere stampando moneta, se no si crea inflazione.
Ma è solo una carrozzella...
Ma i ragazzini di quella scuola erano astuti anche loro, e quando io gli feci questo ragionamento obiettarono: sì, ma non si possono stampare i soldi solo per aiutare Daniele? Una carrozzella a motore in più non crea inflazione! Il che è vero, e mi dichiaro sconfitto. Ma, un momento, se dovessimo farlo davvero, il problema è dove fermarsi: ci sarebbero cento, mille, un milione di casi che si candiderebbero a esser risolti stampando soldi... Non importa; l’idea è buona e si potrebbe procedere come viene descritto nel riquadro "Un capitolo dei desideri".
Un veleno piccolo piccolo
L’importante è sapere che questo modo di procedere, se va oltre quantità simboliche, è fondamentalmente pericoloso. Lo sapevate che il ragno più comune - quello dal corpo piccolo e dalle zampe lunghe lunghe, che si trova facilmente in tutte le case - è il ragno più velenoso del mondo? È anche il meno pericoloso del mondo perché, se punge, la quantità di veleno che inietta è talmente piccola che gli esseri umani neanche se ne accorgono; ma un milligrammo di quel veleno è più potente di qualsiasi milligrammo del veleno di qualsiasi altro ragno. Ecco, il fatto che lo Stato spenda e spanda stampando soldi è qualcosa che, se fatta in via normale su larga scala, diventa pericolosa; ma, come quel potentissimo veleno, se fatta su minima scala è innocua.
Stampare soldi=inflazione? Sì, anzi ni
Ma è proprio vero che a stampare un sacco di soldi si crea inflazione? Saprete che in questi anni c’è stata una grossa crisi economica, una crisi che non è ancora finita. Cosa hanno fatto Governi e Banche centrali per combattere la crisi? Hanno fatto molte cose. Le tasse diminuivano per conto loro perché c’era la crisi, e le spese aumentavano per conto loro perché c’era la disoccupazione e aumentavano quindi le spese per i sussidi ai disoccupati. Ma i Governi ci hanno aggiunto del loro e hanno ridotto le tasse e aumentato le spese al di là di quanto succedeva ai sussidi. E anche le Banche centrali hanno collaborato. In varie maniere, ma quella che qui ci interessa è che hanno creato molta moneta per darla alle banche, acquistare titoli, evitare fallimenti.... Un momento: creando moneta non si attizza l’inflazione? Sì e no: se si creano soldi in quantità eccessiva questi soldi in più finiscono col far aumentare i prezzi, ma solo se vengono spesi (vedi quel che abbiamo detto prima a proposito del mercatino, delle patate e delle cipolle).
Il materasso e l’aspirapolvere
Se la moneta creata in più viene tenuta sotto il materasso, o più semplicemente nel conto in banca senza essere spesa per beni e servizi - patate o viaggi - allora non crea inflazione. Se viene spesa allegramente e spensieratamente, allora crea inflazione. E in questo caso come si fa a evitare l’inflazione? Semplice o quasi: bisogna distruggere quel che si è creato.
Non so se a scuola vi hanno fatto studiare quei versi famosi: "Voce dal sen fuggita poi richiamar non vale, Non si trattien lo strale quando dall’arco uscì". Insomma, una volta creata la moneta come si fa a farla tornare indietro? Bene, a differenza della voce dal sen fuggita e a differenza dello strale, è possibile richiamare la moneta. Le Banche centrali hanno vari strumenti per farlo. Vendono titoli e così incassano soldi che si tengono stretti e non rimettono in circolazione. Oppure obbligano le banche a dargli una quota dei depositi. Oppure, più indirettamente, aumentano i tassi di interesse, rendendo così più attraente per le famiglie e le imprese tenere i soldi fermi, non spenderli e prendere gli interessi. Insomma, le Banche centrali possono fare da aspirapolvere, risucchiare la troppa moneta creata ed evitare così che l’inflazione prenda piede. Lavorando "di punta e di tacco", pompando soldi quando ce n’è bisogno e risucchiandoli quando non ce n’è più bisogno, le Banche centrali possono fare molto per mantenere l’economia sulla retta via. Possono fare molto ma non possono fare tutto. E di quel che non possono fare parleremo un’altra volta.